La Champions League del Milan – e non solo – passa anche (e soprattutto) da Juventus-Atalanta, in programma domenica sera (spostata dalle 15 alle 20.30), con la Lega che ha accettato le richieste bianconere per la festa Scudetto che scatterà subito dopo il 90′. Una partita che ha in sè una valenza fondamentale per almeno altre quattro squadre: Atalanta, Milan, Roma e Torino. Esclusa l'Inter al netto di una vittoria di lunedì sera a San Siro contro il già retrocesso Chievo che appare scontata. Altrimenti, anche i nerazzurri rientrano di diritto nel calderone.

Una Juve in disarmo?

Il tutto, perché si teme che la Juventus non darà il massimo contro gli orobici e potrebbe condizionare il rush finale a 180 minuti dal termine. Anche perché dalla conquista automatica del titolo i bianconeri non hanno più vinto: pareggi con Inter e Torino, sconfitta contro la Roma. Mai in campionato avevano avuto un rendimento così basso e l'imminente festa scudetto potrebbe distrarre ancor più i giocatori dai loro impegni in campo.

Le paure di Donnarumma

Chi teme maggiormente di un esito a favore dell'Atalanta è il Milan che è rientrato nella corsa per l'Europa e un eventuale successo orobico a Torino potrebbe chiudere ogni discorso ad un turno dal termine. "Speriamo facciano facciano il loro dovere…" ha sussurrato Donnarumma dopo la vittoria di Firenze che ha rilanciato i rossoneri. Le motivazioni non mancherebbero: l'Atalanta ha eliminato la Juve in Coppa Italia e in campionato è una delle poche che ha fermato i bianconeri a Bergamo (2-2).

Nessuna concessione dalla Lega

Intanto, la Lega non accetterà la richiesta del Milan di giocare in contemporanea contro il Frosinone in contemporanea alla Juventus. Il regolamento parla chiaro: la contemporaneità è garantita solamente nell'ultima giornata e l'accordo è stato firmato ad inizio stagione da tutti i club. Per questo, Milan-Frosinone si disputerà regolarmente alle 18 di domenica come da palinsesto, prima di Juventus-Atalanta.