Le 6 clausole più strane nei contratti dei calciatori

I contratti odierni nel mondo del calcio sono famosi per essere lunghi e ricchi di cavilli, clausole, e via dicendo. Con il risultato che molto spesso basta fare un errore di compilazione per essere costretti a compilarlo da capo, quasi sempre alla presenza di decine di persone tra procuratori, avvocati e diretti interessati. E talvolta le trattative sfumano proprio per qualche cavillo di troppo, o perché incredibilmente termina il tempo per depositare il contratto stesso. Ma alcune di queste clausole sono davvero curiose, tanto da suscitare ilarità negli addetti ai lavori.
Ad esempio, nella Major League of Soccer, i calciatori ricevono un bonus diverso da quello tradizione per i gol o per un assist: viene infatti pagato un bonus anche per il passaggio precedente all'assist. In pratica, se in un'azione un calciatore toccasse palla per Pirlo, e da lui partisse l'assist decisivo per una rete, ne beneficerebbe anche lui, "autore" del primo tocco che ha dato il via al tutto. Mica male per il calciatore stesso, anche se il senso del tutto sfugge ai più.
Anche in Europa non mancano clausole curiose: il trasferimento di Eden Hazard dal Lilla al Chelsea, ad esempio, ha fatto felici i suoi compagni di squadra. Se il club inglese ha versato nelle casse dei francesi circa 40 milioni di euro, il Lilla stesso ha versato diecimila euro a testa ad ogni giocatore della squadra come bonus per "perdita" del loro giocatore più forte. E che dire di Alex Oxlade-Chamberlain? Pagato dall'Arsenal 12 milioni di sterline più bonus (fino ad un massimo di 15 complessivi), il Southampton aveva chiesto ed ottenuto che venisse inserito un bonus apposito di 14mila euro da versare per ogni partita nella quale il calciatore avesse giocato più di 20 minuti. E per questo nacque un motivo d'attrito tra Gunners e Saints: cosa fare quando il giocatore entrava al minuto 72? I minuti giocati erano 18, ma aggiungendo il recupero (del quale non si parlava), i minuti raggiungevano i venti. Per l'Arsenal i minuti di recupero non contavano, per il Southampton sì: morale della favola, il bonus è stato poi pagato. Curiosa anche la clausola che riguarda Thiago Silva: il brasiliano guadagna 492mila euro a stagione se non critica le decisioni del suo tecnico, o le sue direttive, in pubblico o ai mezzi d'informazione. Un bonus che il Paris Saint-Germain, vista anche la docilità del difensore ex-Milan fuori dal campo, sta versando regolarmente.
Le clausole più strane, rivelate dagli spagnoli di Marca, non finiscono qui: il tedesco Giuseppe Reina (omonimo dello spagnolo, oggi al Napoli) si è ritirato dal calcio giocato nel 2006, dopo aver vestito tra tante maglie anche quella del Borussia Dortmund. Ma in precedenza, quando giocava nell'Arminia Bielefeld, gli era stata garantita una casa in regalo per ogni anno di contratto: ma senza specificare che tipo di casa fosse. E così alla prima stagione gliene fu data una di appena venti centimetri di altezza. Sempre in Germania, nella stagione 1992/1993 era stato offerto un maxi-bonus di un milione e mezzo di marchi tedeschi (al cambio finale, sarebbero oltre 750mila euro) all'allenatore Udo Lattek qualora fosse riuscito a guidare lo Schalke 04 davanti al Borussia Dortmund al termine della stagione: la rivalità tra le due squadre corregionali è sempre stata fortissima, e così a gennaio quando fu chiaro che l'impresa era impossibile fu esonerato. A fine stagione, il Borussia chiuse 4°, lo Schalke 10°.