Passato all'Inter nell'estate scorsa, il nome di Stefan de Vrij è tornato d'attualità nella Capitale nelle ultime ore per una notizia davvero singolare e sconcertante per la dirigenza della Lazio. Come ha riferito il quotidiano romano "Il Messaggero", nel passaggio di soldi tra la società di Claudio Lotito e quella del Feyenoord, club nel quale il difensore è cresciuto ed esploso, sarebbero stati prelevati in maniera fraudolenta ben due milioni di euro.

Nel giugno del 2016, a due anni dal suo arrivo a Roma e al momento del versamento dell'ultima tranche di 8 milioni di euro, il club di Lotito sarebbe infatti stato truffato da un hacker francese residente in Svizzera. Il pagamento effettuato regolarmente dalla Lazio, non fu mai ricevuto dalla controparte olandese a causa del raggiro messo in atto dall'uomo che si inserì nel flusso di comunicazioni tra i due club, spacciandosi per un dirigente olandese e facendosi versare i soldi su un conto aperto per l'occasione nella stessa banca dove erano state versate le altre rate del pagamento.

L'accusa per l'hacker e la contesa legale tra i due club

Il furto di due milioni di euro, scoperto quando il Feyenoord ha chiesto spiegazioni alla Lazio in merito al pagamento mai ricevuto per il difensore, ha inevitabilmente messo in moto le autorità che, dopo averlo rintracciato, hanno accusato l'hacker di frode internazionale, truffa e sostituzione di persona. Un caso che ora le due società discuteranno anche davanti al Tribunale di Nyon: coinvolto per capire come procedere e di chi sia civilmente la colpa

"La Lazio ha pagato, sono gli altri a non aver ricevuto – ha spiegato l'avvocato Gentile, legale che rappresenta la società di Claudio Lotito – Siccome il cambio del conto corrente è avvenuto all'interno del club noi riteniamo che ci sia stata una complicità interna o non interna. Comunque non una responsabilità della squadra".