Alla fine è arrivata anche la conferenza d'addio, l'ultimo atto ufficiale di Gigi Buffon che saluterà il calcio giocato a fine stagione. Nessun ripensamento, nessun rimorso per una decisione maturata nel tempo e metabolizzata al di là dei risultati del campo. Che gli hanno regalato il settimo scudetto consecutivo proiettandolo nella storia della Juventus e del calcio italiano, ma che gli hanno anche tolto molto, come l'ultimo mondiale in Nazionale e la finale di Champions League.

Buffon non si lamenta, anzi: la sua carriera è di quelle da incorniciare e che chi inizia a giocare a calcio ha sempre sognato di avere.  Ha vinto moltissimo, è stato anche Campione del Mondo nel 2006, apice e fiore all'occhiello del suo palmares. Unico neo, ovviamente, quella Champions League che mai come in questi ultimi anni si è visto sfilare tra le dita senza poter far nulla. Per il resto, moltissime soddisfazioni.

Un vincente. Gianluigi Buffon ha esordito in Serie A il 19 novembre 1995, a 17 anni 295 giorni, in Parma-Milan 0-0 tenendo la porta inviolata al debutto da titolare. Da quell’esordio a oggi sono passati 22 anni e 180 giorni, durante i quali Buffon ha disputato 639 partite di Serie A. Non è primato assoluto perché è secondo solo a Paolo Maldini (647) per presenze nel massimo campionato italiano.

Un giovanissimo Buffon, ad inizio carriera ai tempi del Parma
in foto: Un giovanissimo Buffon, ad inizio carriera ai tempi del Parma

L'ultimo atto. Il palcoscenico è quello dell'Allianz Stadium, la casa bianconera di Buffon e della Juventus, in una conferenza stampa cui sono intervenute le principali testate nazionali e non,  con più di 80 giornalisti accreditati e il segnale video diffuso in tutto il mondo. E l'annuncio non tarda ad arrivare: "Sabato sarà la mia ultima partita con la Juve".

Nessun ritiro dal calcio giocato. Ciao Juventus, ma il calcio può attendere. Perché Buffon ha sì confermato il canto del cigno con i colori bianconeri previsto durante la festa per il settimo scudetto consecutivo ma ha rimandato ogni altra decisione a data da destinarsi: "Ho avuto proposte e offerte, deciderò serenamente più avanti cosa deciderò di fare per tutto ciò che non riguarda la Juventus. Di certo valuterò gli stimoli, la mia forma fisica, la mia voglia di giocare ancora".

Dalla Juve alla Juve. Una Juventus che è stata passato presente e probabilmente futuro perché l'intenzione manifesta di Buffon è quella di dare al club bianconero la massima disponibilità in caso di proposte o opzioni da valutare: "Con la società c'è accordo e stima su tutto. Sono fiero di esserne fatto parte, di aver partecipato alle vittorie e ho capito che come società seria ha necessità di programmare e investire. Se tornerò da dirigente? Sono onorato di essere percepito come uno della famiglia e se dovessi essere un elemento su cui fare affidamento, la Juve avrà la precedenza su tutto".

Madrid, Oliver e l'espulsione. Dal futuro al presente, con una squadra e dei compagni che hanno provato fino all'ultimo a giocarsi le proprie carte per l'ultimo immenso successo, sfuggito per un rigore contestatissimo a Madrid " Ancora oggi non ho capito quale sia la ragione dell'espulsione. Sono dispiaciuto per come siano andate le cose perché in 23 anni ho sempre avuto una condotta educata. A distanza di giorni, ho detto che il Buffon di quella sera non poteva che dire quelle cose. Ho offeso l'arbitro? Non era mia intenzione, lo abbraccerei oggi ma ribadirei il concetto: non porto rancore ma sono sempre chiaro".

L'Italia può aspettare. Come per la Nazionale italiana, altro rammarico con lo spareggio mondiale contro la Svezia, fallito: "Entrare in Figc con un posto per la Nazionale? Non voglio essere un problema, non me lo merito e non se lo merita nemmeno questa Nazionale. Se alcuni mesi fa ero un peso, figuriamoci oggi… La Nazionale ha dei progetti, dei giovani importanti, dei portieri importanti, va bene così".

Mai in Italia con altri colori. Il futuro. Basta Juve. Ma Buffon non dice subito no al calcio. Di certo in Italia non vestirà altre maglie oltre a quella bianconera, ma non c'è certezza su nulla. Nei prossimi giorni, probabilmente ci sarà maggior chiarezza: "Non sono uno che vuole o che pensa sia giusto andare a finire la carriera in chissà quale campionato di terza o quarta fascia, sono un animale da competizione. Per il futuro, sono un incosciente, non ho paura: le sfide non mi hanno mai fatto timore ma mi hanno sempre stimolato. Giocare in Italia? Non se ne parla".

Dove può andare Buffon? Sono almeno 3 i top club che potrebbero garantirgli la chance di vincere il trofeo: il Paris Saint Germain, il Real Madrid, il Liverpool costretto a fare i conti con le perplessità sollevate da Mignolet e Karius. Da non sottovalutare anche la pista tedesca (Bayern Monaco, che deve fare i conti con i guai fisici di Neuer) e il Tottenham.