video suggerito
video suggerito

La storia di Euro2012: da Sheva-Ibra, al cucchiaio di Pirlo, fino al gol-fantasma

Euro2012 è finito ma negli occhi lascerà tanti piccoli e grandi ricordi positivi. Istantanee che rimarranno nel tempo, cartoline o copertine che ne hanno caratterizzato un’edizione nata sotto cattivi auspici ma condotta magistralmente sia dalla Polonia che dall’Ucraina. Per la gioia della Spagna, campione di tutto.
A cura di Alessio Pediglieri
41 CONDIVISIONI
euro2012 fotografie 1

E' stata un'edizione superba.
Euro2012 ha stupito un po' tutti per l'organizzazione, lo spettacolo, la gestione di un evento che era nato sotto brutti auspici, sospetti e ritardi. Poco prima dell'inizio del torneo la stessa UEFA nella figura di Platini e Blatter aveva molti dubbi sulla ‘tenuta' organizzativa ucraina, in ritardo e in difficoltà nei tempi e nei confronti dell'altro Paese organizzatore, la Polonia apparso più pronto a ospitare l'evento calcistico più importante del 2012.
Invece, anche in Ucraina tutto è andato per il meglio dall'inizio alla fine, presentando il proprio ‘palinsesto' di partite in modo perfetto, culminato con lo spettacolare scenario della finalissima di Kiev.
Non sono mancate ombre, eppure le luci sono state maggiori e il ricordo d'insieme di Euro2012 non potrà che essere positivo.

Sheva-Ibra: la sfida che non t'aspetti – Tra i fotogrammi più belli che rimarranno di Euro2012 rimarrà sicuramente il girone D, un gruppo di ferro con Svezia, Inghilterra, Francia, Ucraina che non ha risparmiato ‘scintille' e sorprese. Su tutte, la sfida ‘epocale' tra Zlatan Ibrahimovic e Andrji Shevchenko, due campioni, due fenomeni di epoche diverse, accomunati dalla nomea di leader della propria Nazionale e dal passato e presente rossonero. Sheva contro Ibra: uno scontro tra titani che non solo i tifosi milanisti hanno guardato con stupore e curiosità, ma anche tutti gli appassionati di calcio.
Chi sarà il migliore? Chi il più forte? E il più decisivo? L'ago della bilancia è andato a favore dell'ucraino, trentottenne apparso al top proprio nel momento più importante, grazie al quale l'Ucraina ha vinto la sfida contro gli svedesi con una sua doppietta. Resterà negli occhi non tanto il primo quanto il secondo gol di Sheva, segnato di rapina in area, di testa, come ai bei tempi del Milan, proprio in faccia a Ibrahimovic, ‘uccellato' dal suo diretto rivale e antagonista.

euro2012 ibra gol

Il gol più bello di Euro2012 – Restando a Ibrahimovic, anche per lo svedese dal mal di pancia facile, questo Europeo sarà da ricordare. Per aver segnato il gol più bello (insieme al nostro Mario Balotelli) di tutto il torneo. Da cineteca la prodezza con cui proprio Ibrahimovic apre le marcature, nel successo svedese all'ultima gara della prima fase, che costringe la Francia alla seconda piazza del gruppo D: Kallström scarica a destra per Larsson, che crossa in mezzo, trovando il centravanti del Milan pronto all’appuntamento col gol in un avvitamento in area e un tiro al volo in mezza-rovesciata, vincenti.
E' suo, dunque, il più bel gol dell'intero torneo, un marchio di fabbrica che resterà negli annali e che ha consacrato ancora una volta il talento di Ibra malgrado la sua difficoltà nel dimostrarsi decisivo con i colori della Svezia.

Fantasmi e gol – Anche se il destino ha voluto che molto, di questo Europeo, accadesse nel gruppo D, non si può dimenticare che da un gol bellissimo di Ibra, si sia assistito anche all'ennesimo gol-fantasma di Dedic. Protagonisti differenti, stesse Nazionali: in questo caso Inghilterra-Ucraina, sfida decisa da Ronney ma viziata da un clamoroso errore dell'arbitro di linea. In una sfida decisiva per la qualificazione agli ottavi, l’Ucraina viene penalizzata quando non gli viene convalidato un gol perchè capitan Terry salva su Dedic, ma oltre la linea di porta. Scoppia lo scandalo, le critiche davanti all'ennesima dimostrazione dell’inutilità degli arbitri di porta voluti proprio da Platini e contestati (incredibile ma vero) da Sepp Blatter, fino a quel momento, primo sostenitore di un calcio senza tecnologia. Anche questo è stato Euro2012.

Signore e signori, Mr Cucchiaio – Altro fotogramma indimenticabile è sicuramente la sfida Inghilterra-Italia, ottavo di finale che ci qualificherà ai quarti grazie alla ‘lotteria' dei calci di rigore. In cui dimostriamo di essere i migliori dopo aver dominato i 120 minuti conclusi purtroppo su uno 0-0 ingiusto per noi. Tiri dagli undici metri, Italia in svantaggio, Inghilterra che sogna con un Hart galvanizzato che mette paura solamente a guardarlo. A tutti, tranne che a Pirlo. Il centrocampista della Juve e della Nazionale, fino a quel momento aveva giocato un Europeo perfetto ma senza acuti. Dagli undici metri compie la magia che nessuno si aspettava: un cucchiaio tanto esasperante nella sua lentezza (la palla non entrava più in porta) quanto straordinario nella sua esecuzione. Standing ovation verso il ‘Pianista' da quel momento applaudito quale migliore giocatore di tutto il torneo. Un ‘cucchiaio' che spezza le convinzioni inglesi, ridà vita a quelle azzurre e l'Italia supera l'Inghilterra sulle ali di un entusiasmo insperato. Pirlo viene esaltato da tutti: è lui il giocatore migliore, è il ‘Professore', un ‘guru' autentico del centrocampo italiano. Pirlo è da Pallone d'Oro. Eccola sentenza e la convinzione popolare, scalfitta leggermente da una finale persa.

euroe2012 balotelli hulk

Che muscoli, SuperMario! – Da Pirlo a Balotelli, questo Europeo porta i colori azzurri sulla pelle. Stessi protagonisti, italiani, diversi scenari. Prima con l'Inghilterra, d'eleganza e classe, poi con la Germania di grinta e potenza. Prima Pirlo, poi Balotelli. SuperMario è la copertina di Euro2012 che fa il giro del mondo: un "Hulk" italiano che mostra i muscoli e la rabbia di chi sa di essere il migliore ma che difficilmente riesce a dimostrarlo con continuità. Nella sua doppietta che schianta la Germania, Balotelli  al secondo gol si toglie la maglia, resta fermo in posa statuaria e fa vedere al mondo la propria forza. Anche per lui, come per Pirlo, il mondo si esalta e lo innalza ad autentico eroe azzurro. Giusto, dopo tante ombre e mezze luci, finalmente il lampo che spacca il buio. C'era stato qualcosa prima, a dir la verità, in quella rovesciata nel 2-0 contro l'Irlanda di Trapattoni ma l'avversario, già eliminato, era troppo modesto per esaltare il gesto di SuperMario. Che ha trovato la sua massima esaltazione contro un avversario una spanna più forte e dotato degli Azzurri di Prandelli.

Le Furie imbattibili – Infine, il cammino della Spagna, dall'inizio alla fine la Nazionale semplicemente più forte. La migliore. Solo una volta ha tremato, nel SuperClasico contro il Portogallo, l'unica avversaria capace di fermare la furia dei ragazzi di Del Bosque sullo 0-0 al 90′, sfiorando il gol vittoria ai supplementari, cedendo solo ai rigori. Un Portogallo che è andato vicinissimo alla prodezza ma che ha dovuto inchinarsi ai campioni di sempre. La Spagna ha compiuto ciò che non era mai riuscito a nessuna Nazionale prima d'ora: due volte consecutive Campione d'Europa, inframezzate dal successo Mondiale di Sudafrica 2010. Un solo gol subito in campo (dall'Italia con Di Natale nell'1-1 dell'esordio), nessuna sconfitta e una finale stravinta 4-0 come mai nessuno prima era riuscito a fare, segnando un poker all'avversario di turno e dimostrando semplicemente di essere i migliori. Applausi per tutti, da Del Bosque che ha fatto il suo personale ‘triplete' (Champions, Mondiali, Europei), al ‘mago' Iniesta, all'intero collettivo che – non dimentichiamolo – ha dettato legge anche senza due pilastri che ne avrebbero conferito ulteriore forza: Puyol e David Villa.
Applausi e complimenti.

41 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views