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La storia di Elias Pereyra: leucemia sconfitta, oggi firma da professionista

Elias Pereyra ha 18 anni e ha coronato il sogno di giocare con il San Lorenzo. A 13 anni gli diagnosticarono la leucemia ma non si è arreso: ha lottato e affrontato le cure, è guarito e ha ricominciato laddove la vita lo aveva fermato. “Una tempesta non dura per sempre e con l’aiuto di Dio ce l’ho fatta. Ho sempre saputo che sarei tornato a giocare al calcio”.
A cura di Maurizio De Santis
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Elias Pereyra aveva 13 anni quando gli diagnosticarono la leucemia. A quel ragazzo, che aveva le spalle ancora troppo piccole per reggere il peso che la vita gli aveva scaraventato addosso, sembrò di vivere un incubo a occhi aperti: di quelli che ti svegli nella notte di soprassalto, il cuore che batte così forte che sembra esplodere in petto, fiato corto e ansia, con la mano aggrappata alle lenzuola per non sprofondare chissà dove. Giovane calciatore, sognava un giorno di poter essere protagonista in campo: suo malgrado capì che avrebbe dovuto riporre le proprie speranze nel cassetto ma non per sempre. La prima battaglia da vincere era con la malattia che lo aveva aggredito alle spalle come il peggiore degli avversari che entra in tackle e fa un fallo spacca-gambe.

Non mi sono mai arreso – ha confessato a Tyc Sports Pereyra – nonostante pensassi a tutte le cose brutte che potevano accadermi, che potevo morire. Mi sono affidato a Dio e ho continuato a lottare. Mi dicevo che una tempesta non dura per sempre e l'unico modo che avevo per uscirne era avere pazienza e andare avanti passo dopo passo senza mollare.

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Elias ce l'ha fatta: prima ha sconfitto la malattia, poi s'è rimboccato le maniche e ha ripreso a costruire – mattone dopo mattone – la propria vita. Oggi che ha 18 anni e gioca da una vita nel San Lorenzo de Almagro da centrocampista centrale, è riuscito a firmare il primo contratto da professionista dando una svolta alla carriera. "Ho sempre saputo che sarei tornato a giocare al calcio", dice il ragazzo.

La foto che lo ritrae mentre firma il contratto fino al 2021 nella sede della società argentina è come la luce in fondo al tunnel: Pereyra ne è uscito con la forza d'animo e dell'amore della famiglia. Ha gli occhi lucidi, accenna un sorriso commosso e ricorda di quando qualche volta scappava per andare a giocare a calcio nonostante gli effetti delle cure specialistiche sconsigliassero sforzi fisici. Tutto vero, Elias. La vita ti sorride e tu hai meritato tutto il bene che ti può regalare.

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