E' il calciatore che tutti gli allenatori vorrebbero. Duttile, talentuoso, tecnico e capace di garantire quantità e qualità. Stiamo parlando di James Milner che è una pedina fondamentale per l'equilibrio tattico del Liverpool di Klopp. Un giocatore capace di giocare in più zone del campo, e di segnare anche reti pesanti, come quella del momentaneo 2-0 dal dischetto nell'esordio stagionale dei Reds in Champions contro il Psg, battuto 3-2. Il suo colore attuale dunque è il "rosso", ma il classe 1986 Milner ha rivelato un curioso retroscena relativo al proprio passato e all'esperienza al City con Mario Balotelli.

Perché Milner non metteva niente di rosso

Il centrocampista nato a Leeds e cresciuto nella squadra locale si è raccontato ai microfoni di  FourFourTwo. Una famiglia di tifosi doc dei Peacocks, che vedeva solo "biancoblu". Guai a vestire di rosso, il colore degli acerrimi rivali del Manchester United (oltre che del Liverpool). Ecco il racconto a tal proposito di Milner: "Non mettevo mai maglie rosse o qualsiasi altro indumento che fosse di quel colore. E questo ha fatto sì che il Manchester United mi diventasse antipatico"

La prima volta in rosso non al Liverpool per Milner

Con il passare degli anni però Milner esploso proprio nel Leeds ha dovuto accettare anche la prospettiva di vestire il rosso in occasione della convocazione nella nazionale inglese under 23: "E' stata la prima volta in cui ho indossato una maglietta rossa". Un assaggio di quanto accaduto poi nel 2015, quando dopo tante esperienze in Premier, con Aston Villa, Newcastle e City  si è concretizzato il trasferimento al Liverpool.

Quando Richards mise le mani addosso a Balotelli

Mentre lui approdava ad Anfield Mario Balotelli, veniva ceduto dopo una parentesi deludente. Milner ha rivelato un curioso retroscena su SuperMario relativo alla condivisa avventura professionale con la maglia del Manchester City: "Mario? Un teenager che vuole essere sempre al centro dell'attenzione. Io ero lì il giorno delle freccette. Carrington c'era un'area relax in cui si poteva giocare a freccette e la finestra dava sulla palestra. E mentre i ragazzi stavano uscendo, lui era lì a tirare i dardi verso di loro. Lì in mezzo c'era Micah Richards (ex calciatore della Fiorentina, ndr) che voleva staccargli la testa. Io mi sono buttato addosso a lui per fermarlo e farlo desistere. Ma io con Mario non ho mai avuto problemi".