Svagato, svogliato e presuntuoso. La sconfitta subita dal Napoli a Empoli è vergognosa per il modo in cui è maturata: da un lato un avversario modesto ma motivato; dall'altro una formazione che ha affrontato la partita del Castellani come fosse una specie di gita di piacere. E infatti, eccezion fatta per il lampo di Zielinski, tutto il resto è da dimenticare in fretta. Però fa rabbia perché esiste una parola ‘rispetto' da declinare considerando nell'ordine la classifica e lo sforzo degli altri club impegnati nella corsa salvezza, i tifosi, la faccia e l'orgoglio. Già, l'orgoglio: non puoi maramaldeggiare contro la Roma all'Olimpico e poi esibire prestazioni da 4 in pagella come con i toscani.

Il tecnico, Carlo Ancelotti, non nasconde la profonda amarezza per lo spettacolo offerto e per la sconfitta. Perdere non piace mai, nemmeno se sei secondo in classifica e hai la qualificazione alla prossima edizione della Champions in pugno. Perdere in quel modo è anche peggio.

Sono deluso perché mi sarei aspettato una prestazione diversa – ha ammesso l'allenatore nelle interviste -. Siamo stati completamente sotto tono, con poca intensità e troppo disordine e alla fine abbiamo perso. Sapevamo di affrontare una squadra affamata di punti e avremmo dovuto andare in campo più concentrati. Invece abbiamo giocato a sprazzi, commettendo troppi errori e pagando alcune disattenzioni in maniera evidente.

 

Come si fa trovare le giuste motivazioni in campionato nella situazione in cui versa il Napoli? La Juventus ha già lo scudetto cucito sulle maglie, le manca solo l'avallo della matematica che potrebbe anche arrivare nelle prossime giornate. Il secondo posto è abbastanza saldo e più ancora la certezza di andare in Champions. Resta solo l'Europa Leagues che farà capolino con l'andata dei quarti di finale contro l'Arsenal.

Dobbiamo finire bene il campionato perché abbiamo ancora il secondo posto almeno da consolidare e quindi non voglio più vedere certi cali di tensione – ha aggiunto Ancelotti -. E' mancato qualcosa sia a livello nervoso che a livello tattico ma non sono preoccupato per il futuro.