Due episodi da moviola nel giro di un quarto d'ora nell'anticipo serale della undicesima giornata di Serie A. La gara tra Juventus e Cagliari si accende subito e fornisce materiale di discussione sulle decisioni del signor Mariani che ricorre al Var per dirimere i casi in questione. Quali sono? Eccoli e capitano tutti nella prima frazione, compreso un calcio di rigore non concesso alla squadra di Allegri. Vediamoli nel dettaglio.

Dybala, gol in fuorigioco? No, il Var convalida

Il primo avviene dopo nemmeno un minuto di gioco e vede come protagonista Paulo Dybala: la Joya scatta sul filo del fuorigioco e, approfittando di una disattenzione della difesa sarda, riceve palla da Bentancur, entra in area e batte Cragno siglando il vantaggio dopo 42″. L'esultanza, però, viene smorzata: il direttore di gara ha qualche dubbio sulla posizione dell'argentino, né l'assistente di linea contribuisce a dissolverlo e allora decide di ricorrere al Var (Massa e Posado sono gli addetti). Dalla control room, dopo circa 3 minuti, arriva il segnale di via libera. L'azione è regolare, gol convalidato.

Benatia, il tocco di braccio è involontario

Pochi giri di lancette e si arriva a un altro episodio contestato, questa volta a parti invertite. E' il Cagliari che reclama per un intervento maldestro di Benatia in area juventina. Cosa ha fatto il difensore? Su cross di Ionita, l'ex centrale di Roma e Bayern Monaco interviene colpendo il pallone prima di testa e poi con una mano. Il Cagliari ritiene che ci siano gli estremi per concedere la massima punizione, l'arbitro Mariani si reca a bordo campo per consultare l'azione al monitor e – non considerando volontario il tocco del difensore – assegna solo il calcio d'angolo ai sardi.

Bradaric, che combini: rischia il rosso e un rigore

Intorno alla mezzora capita il terzo caso da moviola. Il risultato è sul 2-1 per il botta e risposta scandito perfino da un'autorete dei sardi. Al 33° Bradaric viene solo per una vistosa trattenuta ai danni di Bentancur che stava partendo in contropiede. Pochi minuti dopo il numero 6 rossoblù ne combina un'altra: interviene a stoppare la palla di braccio in area di rigore, sembra penalty considerato il movimento del corpo ma l'arbitro Mariani adotta lo stesso metro giudizio avuto per Benatia e lascia correre.