Milan-Napoli è finita 0-0. Un punto a testa per Gattuso e Ancelotti, che aumentano il rispettivo bottino in classifica, ma entrambe le squadre sono uscite dal campo con l’amaro in bocca. Nei minuti di recupero c’è stato un episodio che ha fatto discutere: l’espulsione di Fabian Ruiz. Il secondo giallo dello spagnolo pare davvero senza senso e il Var non è intervenuto. Non per un errore di chi era davanti al monitor, ma per via del protocollo che non permette di intervenire su un’ammonizione, anche se produce un’espulsione.

L’espulsione di Fabian in Milan-Napoli

Al 94’ l’arbitro Doveri con grande severità estrae il secondo giallo per il centrocampista del Napoli Fabian Ruiz. Per il fischietto nativo di Volterra l’ex Betis tocca il pallone con un braccio, che è attaccato al corpo. Fabian il pallone lo tocca con la coscia. L’espulsione è ingiusta, ma c’è stata e ovviamente arriverà un turno di stop. Lo spagnolo salterà il match di campionato con la Sampdoria.

Perché la Var non è intervenuta sull’espulsione di Fabian Ruiz

Dopo l’espulsione di Fabian, il Napoli ha perso anche Carlo Ancelotti, espulso anch’egli. La rabbia del tecnico era piuttosto evidente per la decisione errata dell’arbitro. Doveri non è andato a rivedere al Var le immagini del presunto fallo di mano di Fabian. Chi era davanti ai monitor nella cabina della regia televisiva non ha potuto aiutare Doveri, perché il protocollo non prevede che il Var possa intervenire su un cartellino giallo.

E l’errore è grosso. In questo caso l’errore non è dell’arbitro ma di chi ha riscritto il protocollo ha commesso un errore grossolano. Perché oggi il rosso a Fabian non ha influito sulla partita, era il 94’, anche se lo spagnolo sarà costretto a saltare il match con la Sampdoria. Ma se il secondo giallo sarebbe stato dato all’inizio della ripresa l’ingiustizia sarebbe stata pesante e avrebbe potuto cambiare il destino dell’incontro. Il protocollo Var va rivisto.