Per la Lucchese è (di nuovo) notte fonda: il club toscano è stato dichiarato fallito. E non è la prima volta e nemmeno la seconda: negli ultimi 11 anni la società ha vissuto il dramma del fallimento sportivo tre volte. Questa, forse, è la più cocente perché sul campo, la squadra si era dimostrata all'altezza della situazione, conquistando una salvezza contro tutto e contro tutti.

Dopo aver incassato la bellezza di 25 punti di penalità per ripetute inadempienze amministrative da parte del club verso i propri tesserati, la squadra era riuscita a imbastire una rimonta clamorosa nonostante giocatori, staff e dipendenti fossero da mesi senza stipendio. C'era stata la vittoria in extremis contro il Cuneo e il conseguente playout superato ai danni del Bisceglie. Due partite che avevano regalato una salvezza inaspettata ai rossoneri, poi rivelatasi inutile per le decisioni federali.

Il fallimento ufficializzato

Nella giornata di lunedì 1 luglio, il Tribunale cittadino ha sancito la scomparsa della Lucchese Libertas 1905 S.r.l., nata nel 2011 come società dilettantistica e poi trasformatasi, tre anni dopo, in una società a responsabilità limitata. La sentenza è stata emessa dal giudice Giuntoli, che ha dato l'incarico a Claudio Del Prete di assumere il ruolo di curatore fallimentare.

Ripartenza tra i dilettanti

La Lucchese molto probabilmente, nella migliore delle ipotesi, adesso potrà ripartire dal dilettantismo e per questo i prossimi proprietari dovranno avere certe caratteristiche precise, come per esempio essere possibilmente del posto e soprattutto idee chiare su come risolvere gli oramai radicati problemi finanziari.

Dal 2005 un incubo senza fine

Nel 2005 il primo dramma finanziario per colpa di Fouzi Hadj, proprietario della ditta Katex Italia S.r.l. che lasciò un buco nel bilancio da oltre 7 milioni di euro. Dal 2012 in avanti è scoppiato il caos definitivo: al comando del club si sono succeduti ben 7 persone tra presidenti e amministratori delegati con un altro fallimento, fino all'attuale disastro amministrativo.