Tante le parole, e le promesse, poi i fatti: l'Uefa e l'Eca si sono incontrate e ancora si incontreranno per risolvere l'annosa faccenda delle riforme delle principali coppe europee, in primis la Champions League. Fronti e interessi opposti, che vedono i principali club continentali spingere per una ‘Super' Lega che garantisca accessi e introiti quasi automatici, in cui si partecipa per meriti e storia, relegando a comprimarie le società meno illustri per palmares e possibilità. Poi, tolte le 15-18 potenze, tutto il fronte di chi si vede emarginato e non ci sta.

Uno scenario di certo non positivo e che sembrava essere stato sventato con l'archiviazione – a parole – di una unica competizione europea ma di una riforma più globale che prendesse carico anche delle esigenze delle società più piccole e soprattutto non andasse a coinvolgere le realtà nazionali. Invece, le continue notizie di uno stravolgimento anche dei campionati ha alzato il livello di guardia di chi non è d'accordo a perdere quel poco di visibilità (e di guadagni) che oggi ha.

Riforme a tutela di tutti, non dei più forti

Nessuno è contrario ai cambiamenti, ma la riforma pensata non consente di vedere un futuro sereno per il destino dei grandi campionati, che vedrebbero ridotti non solo i ricavi, ma quasi dimezzati

In questo senso, lo sfogo di Luigi De Servio, ai microfoni di "Radio Anch'io Sport" apre un nuovo confronto che potrebbe sfociare in uno scontro in cui si arriverebbe anche all'atto estremo, lo sciopero. Non una minaccia, ma un avvertimento se dovessero venire toccati i vari campionati nazionali: "Se UEFA ed ECA non accoglieranno le nostre istanze, probabilmente si creerà un fronte unico fra i campionati nazionali con conseguenze pesanti fino anche allo sciopero. La riforma dev'essere emendata, perchè porterebbe solamente ad uno scontro".

La battaglia per soldi e diritti tv

La UEFA vuole andare a prendersi i ricavi delle principali leghe europee per avere un fatturato più alto

Secondo l'amministratore delegato della Lega Serie A, i campionati nazionali sarebbero destinati a finire in secondo piano, privando i club di un reale accesso alle competizioni europee: "Gran parte delle partite non avrebbero rilevanza sportiva, diventando poco più rilevanti di una coppa nazionale. Ciò che la realtà dimostra è che questa è una battaglia per i soldi e per i diritti tv.