Il calcio è pronto a rimettere i paletti che aveva tolto, per evitare ingerenze esterne che ad oggi risultano deleterie soprattutto in fase di compravendita. L'obiettivo è chiaro da parte della FIFA: regolamentare il più possibile la figura del procuratore, il ‘tutor' cui si rivolgono i giocatori in caso di trattativa. E che nella maggior parte delle volte è il vero macchiavellico gestore degli affari, percependo percentuali spesso da capogiro o gestendo interessi in collusione con dirigenti e società ‘amiche'.

La Fifa vuole però darci un taglio: il massimo organismo mondiale del calcio obbligherà tutti i rappresentanti dei calciatori a sostenere un esame, a sottostare a precise norme e a frequentare periodicamente corsi di aggiornamento. Nessuno escluso: chi già lo è dovrà sottostare alle direttive e ad aggiornarsi, chi lo vuole essere dovrà studiare e superare il giudizio di una commissione.

L'obiettivo è dare un freno anche alla figura dei parenti-agenti, una presenza alla quale moltissimi giocatori si stanno sempre più rivolgendo, facendo così gestire i propri lucrosi affari in famiglia, senza dove dare commissioni a terzi. Ottimizzando le entrate ma anche obbligando professionisti, dirigenti e club confrontarsi con persone che spesso non hanno competenze reali se non la fortuna di essere fratelli, consorti o genitori di chi ha i piedi buoni.

E' un dietrofront epocale, dopo la scellerata gestione Blatter che per accontentare tutti e ricevere consensi da ogni dove aveva deciso di abolire l'Albo dei procuratori, aprendo al libero mercato e all'autogestione assoluta. Una deregulation che in tre anni ha creato veri e propri ‘mostri'.

Il via non prima del 2020

La riforma è allo studio da tempo, tra FIFA e Associazione dei Procuratori a livello mondiale visto che i vertici hanno deciso di porre delle regole chiare e ferree. Non entrerà in vigore immediatamente, perché ci vuole il tempo tecnico di ricreare i presupposti, ma tutto potrebbe vedere la luce durante la sessione estiva del 2020. Il ‘vademecum' è già abbastanza chiaro.

Le principali novità

Il ‘patentino' di abilitazione

Con il ritorno dell’albo sotto l'egida della FIFA tutti i rappresentanti dei calciatori dovranno sostenere un esame e sottostare alle norme per la categoria e periodicamente frequentare corsi di aggiornamento. Si ritornerebbe al classico ‘patentino' a difesa della categoria.

Compensi dettagliati e pubblici

Sotto esame anche i compensi per gli agenti che diverranno pubblici, indicando le cifre di ogni singola operazione, con un tetto massimo da non superare. Al contrario ora i club forniscono solo dei dati aggregati ‘elastici' senza dover entrare nello specifico sulle voci che li compongono.

Contributo al fondo di solidarietà

Anche i procuratori contribuiranno al fondo di solidarietà targato FIFA: il 5% delle somme incassate per la vendita dei calciatori alle società che li hanno allevati non saranno versati solo dai club ma anche dagli agenti dei giocatori interessati

La nascita della clearing house

La Fifa sarà autorizzata a prendere provvedimenti disciplinari grazie alla cosiddetta "stanza di compensazione" (clearing house) che registrerà tutte le operazioni e  monitorerà i contatti tra agenti, dirigenti e giocatori.

Tutela verso i più giovani giocatori

Si combatterà anche la piaga delle procure in giovane età, problematica frequente per i talenti in erba con pressioni ai loro familiari e somme elargite al di fuori dei canoni, per possederne il cartellino e poi ‘gestirlo' e sfruttarlo oltre il lecito. A fronte di questa problematica ci saranno dei limiti d'età più alti per avere la procura di un giovane che durerà per periodi molto limitati e per un tetto massimo di rinnovi consecutivi.