La favola del Malaga si ferma ai quarti, quella di Isco continua (VIDEO/FOTO)

Poteva finire diversamente l'avventura del Malaga in Champions League, ma anche se la semifinale resterà un sogno, per gli spagnoli la cavalcata europea resterà nella storia. Perchè hanno dimostrato tra le migliori squadre del momento pur avendo perso in estate le basi economiche dell'ex proprietario arabo, scappato con la coda tra le gambe portandosi via tutti i propri investimenti, portando la società sul baratro del fallimento. E perchè mister Pellegrini ha saputo creare un vero gruppo con pochissimi punti deboli, capace di colmare il gap tecnico con i classici sqaudroni di fenomeni attraverso un accurato lavoro tattico e affidandosi a giocatori giovani, validi e dal futuro importante. Tra questi, su tutti, Francisco Román Alarcón. In arte Isco.
Il palcoscenico della Champions – E' lui, infatti, la stella di questo Malaga. A lui Pellegrini e compagni si sono affidati nei momenti cruciali del cammino europeo e nei momenti più delicati in Liga per mantenere il Malaga sulla linea di galleggiamento in campionato e cullare lo straordinario sogno di Champions per un piccolo club che stava facendo strabiliare gli occhi a tutti. Il Borussia Dortmund ne sa qualcosa: al di là dei pacchiani errori arbitrali su almeno due gol (il vantaggio spagnolo e il 3-2 finale tedesco), il Malaga aveva costruito la propria qualificazione gestendo il risultato alla Rosaleda sullo 0-0 per poi giocarsi il tutto per tutto in trasferta. Nella tana del Dortmund senza alcun timore reverenziale e riuscendoci, prima della follia dei 4 minuti di recupero che è costata l'eliminazione dalla Coppa più importante proprio nel momento in cui se ne assaporava la semifinale.
Un predestinato del calcio – Dotato di una grande visione di gioco, il 21enne Isco da quando è arrivato a Malaga (estate 2011, dopo essere cresciuto calcisticamente nel Valencia) si è dimostrato subito molto intelligente tatticamente e un giocatore affidabile nei passaggi filtranti. E' un centrocampista esterno offensivo naturale che ama, grazie alle ottime qualità tecnico-tattiche e una grandissima abilità tecnica, progredire in dribbling palla al piede. E' difficile togliergli il pallone e quando verticalizza è spesso micidiale per gli avversari che stanno imparando a conoscerlo e ad accettarne qualità già sopraffine e potenzialità ancora inespresse. Dopotutto Isco è un patrimonio vero del calcio iberico. Ha debuttato in Champions League nella stagione 2010-2011, con la maglia del Valencia a soli 18 anni, con 2 presenze e zero reti prima di essere inserito in modo stabile nello scacchiere del Malaga dove, in Europa, colleziona altre 7 presenze segnando 2 reti. Non solo: di certo sarà anche protagonista dei prossimi Mondiali 2014 in Brasile. A soli 21 anni, ha già fatto tutte le trafile nelle selezioni iberiche, passando in poco più di quattro stagioni, dall'Under16 alla Nazionale maggiore dove è stato convocato per la prima volta il 15 maggio 2012 per un paio di amichevoli e dove ha esordito il 6 febbraio 2013.
E adesso, il grande salto! – In questa stagione, la prima da protagonista in Liga e in Europa, Isco ha disputato un totale di 43 partite segnando un totale di 12 reti ma offrendo soprattutto il suo appoggio ai propri compagni in fase conclusiva con 10 assist vincenti. Ed è proprio questa sua prerogativa, di aprire le difese altrui più che cercare direttamente la porta ad averlo fatto diventare un perno del super Malaga di Coppa ed entrare nel giro della Roja di Del Bosque, la Nazionale oggi Campione d'Europa e del Mondo. Tanto che la sua valutazione sul mercato è schizzata in alto da mese in mese. Malgrado il contratto con il club spagnolo scade nel giugno del 2016, Isco è entrato di diritto nei taccuini degli osservatori dei principali club europei e anche iberici come Real Madrid e Barcellona. Oggi costa circa 20 milioni di euro e per lui si sono mosse l'Arsenal, il Manchester United, il Chelsea e anche la Juventus, in Italia, si è mossa. E da questo punto, l'uscita dalla Champions giocherebbe a favore dei bianconeri con una quotazione che non potrà salire ancora di molto, fermandosi attorno ai 25 milioni, una cifra importante ma non impossibile da proporre da parte dei campioni d'Italia in carica.
