Il finale di Inter-Cagliari è stato rovente, con l'espulsione di Lautaro Martinez e le polemiche attorno al mancato e presunto rigore procuratosi da Young in area rossoblù. Alla fine della partita di San Siro , tutti i giocatori dell'Inter hanno provato a sedare la furia dell'argentino ma anche a chiedere spiegazioni all'arbitro Manganiello la cui direzione di gara non è piaciuta soprattutto a Antonio Conte. C'è stato anche l'intervento di Gabriele Oriali a sedare gli animi e ad evitare il peggio. Il giocatore argentino rischia fino a tre giornate per le intemperanze di fine gara, il tecnico – già diffidato – sarebbe potuto incorrere in una sanzione simile in caso di litigio con il direttore di gara

Perché l'Inter se l'è presa con Manganiello

Oltre al contestato presunto fallo su Young, chiuso a sandwich in area cagliaritana dopo un passaggio di Lukaku, c'è stato il fischio nel finale a Lautaro Martinez per un fallo che il direttore di gara ha valutato degno di essere sanzionato. Proteste del giocatore, primo giallo, altre proteste e rosso. Ma non sono solamente questi due elementi ad aver acceso la miccia. Manganiello ha interpretato la partita con un metro che non è piaciuto ai nerazzurri, lasciando correre diversi interventi rudi senza fischiare lo stop del gioco.

Handanovic, capitan ‘pompiere'

Un atteggiamento che ha condizionato la gestione del match dell'Inter, probabilmente innervosendo i giocatori, sicuramente chi era seduto in panchina, tra cui Conte. Il silenzio di fine gara è soprattutto per questo motivo anche se capitan Handanovic, l'unico autorizzato dal club nerazzurro a parlare, ha provato a sviare l'attenzione su altro senza coinvolgere in ulteriori polemiche l'arbitro: "Non abbiamo perso per colpa dell'arbitraggio, noi certe gare le dobbiamo chiudere prima, la rabbia e il fastidio arriva proprio da questo motivo"