Una serata speciale per Daniel Sartori Bessa. Si chiama così il calciatore del Genoa, 25 anni, italo-brasiliano, che con un gol al 67° ha fermato la marcia della Juventus all'Allianz Stadium. Era lì, in mezzo all'area di rigore, lasciato tutto solo dai difensori bianconeri che – complice un calo di tensione – gli permettono di battere a rete indisturbato. Un pareggio meritato e che rappresenta un buon viatico anche per Ivan Juric, tornato sulla panchina del Grifone dopo l'esonero di Ballardini.

La rete è dedicata a mia madre – ha ammesso il calciatore del Genoa -. Ieri era la giornata internazionale contro il tumore al seno, mia madre lo ha sconfitto 6 anni fa ed è riuscita a guarire. Quindi questo gol è per lei che oggi sta bene.

E' il primo gol stagionale per il centrocampista cresciuto nell'Inter, arrivato dal Verona e voluto dal precedente allenatore. Otto città, nove casacche e tanti prestiti per Bessa che con i rossoblù ha il contratto in scadenza nel 2019 e chissà se resterà ancora sotto la Lanterna nella prossima stagione. Curitiba, Milano, Vicenza, Olhão (Portogallo), Rotterdam (Olanda), Bologna, Como e Verona nella sua carriera. Intanto, si gode il momento di gloria e la grande soddisfazione.

Abbiamo affrontato la squadra più forte d'Italia negli ultimi anni – ha aggiunto nelle interviste ai microfoni di Sky Sport -. E' difficilissimo fare punti contro di loro soprattutto a Torino. Ci siamo riusciti e siamo orgogliosi perché questo pareggio è merito di tutto il gruppo. Siamo molti uniti e quindi speriamo che questo risultato sia un punto di partenza per noi.

C'è ancora un dettaglio da raccontare per Bessa. Dopo aver segnato la rete del pareggio ha incuriosito la sua corsa verso la panchina del Genoa. Non una semplice esultanza ma qualcosa di più, come spiega nel dopo gara.

Mi sono avvicinato a uno nostro collaboratore, è il modo di festeggiare insieme alla società.