L’Uefa indaga su 60 club stranieri, per sponsorizzazioni gonfiate

A Nyon è tempo di conti e di revisioni finanziarie. L'organo amministrativo e finanziario del calcio europeo, questa volta, ha deciso di entrare in azione e mettere sotto accusa diversi club europei. Il motivo? Molti di loro, secondo l'Uefa, avrebbero dichiarato sponsorizzazioni gonfiate o fuori mercato. I revisori avrebbero, infatti, rilevato anomalie in alcuni contratti stipulati con aziende dello stesso gruppo o riconducibili al medesimo proprietario. Un "magheggio" che avrebbe inguaiato anche alcuni club di prima fascia, prontamente inclusi nella "Black List" stilata dall'Uefa che, fortunatamente, non comprende società italiane. A rischiar grosso, tra le altre, sarebbero anche Paris Saint-Germain, Manchester City e Zenit San Pietroburgo che, nei prossimi giorni, saranno chiamate a giustificare tali operazioni commerciali sospette, fornendo tutti gli incartamenti relativi a queste sponsorizzazioni.
Lo "stress-test" – Il lavoro degli analisti dell'Uefa sarà scrupoloso e verrà svolto grazie ad uno speciale test che dovrà chiarire alcuni fondamentali aspetti: il costo sostenuto dall'azienda sponsorizzatrice (verrà fatto un paragone con l'eventuale prezzo di altri veicoli promozionali come tv, giornali e new media), l'effettivo valore di mercato delle sponsorizzazioni sospette e del "brand" di ciascun club coinvolto. Il risultato di queste indagini, dovrebbe venir comunicato ai club nel mese di maggio e le eventuali sanzioni inflitte entro la fine di giugno, subito dopo la finale di Champions League. Il Fair Play finanziario, quindi, continua a far discutere. C'è chi chiede all'Uefa di usare la mano pesante (Bayern, Real e Barcellona) e chi, invece, preferirebbe sanzioni meno dure. Tra poco più di due mesi, scopriremo le decisioni di Michel Platini e dei suoi uomini.