Niente stipendio, giocherà gratis e aiuterà il Wisla Cracovia anche dal punto di vista economico. E' la storia di Kuba Blaszczykowski che ha scelto di tornare a casa, laddove tutto era cominciato prima che la sua carriera prendesse piede e lui volasse sulle ali dell'entusiasmo nel Borussia Dortmund di Klopp. A 33 anni, quel ragazzo che dalla Polonia era andato via dopo essersi lasciato alle spalle una drammatica vicenda famigliare (vide suo padre uccidere la madre), comincia una nuova avventura nella società che lo aveva aiutato a coltivare un sogno.

Il ritorno al passato di Kuba Blaszczykowski

Nessuno avrebbe creduto che quel giovanotto di 155 cm potesse crescere così in fretta, sviluppare il fisico e divenire una delle colonne delle formazioni più in vista in Europa, di quella generazione di talenti che fece tremare in finale di Champions anche il Bayern Monaco. E Kuba, che non ha mai dimenticato le proprie origini, con la stessa umiltà di sempre ha rescisso il contratto con il Woflsburg e accettato di vestire ancora una volta la maglia del Wisla Cracovia. Un ingaggio benedetto per il club polacco che, a causa della grave condizione finanziaria, senza il suo apporto aveva il destino segnato: esclusione dal campionato e retrocessione d'ufficio in terza serie.

Un milione di euro per salvare il ‘suo' club

Blaszczykowski non percepirà soldi, anzi sarà lui stesso a versarne nelle casse della società ridotta sull'orlo del fallimento: presterà 1 milione di euro (somma raccolta grazie anche alla disponibilità dell'imprenditore Jaroslaw Krolewski e di un'altra persona che ha preferito l'anonimato), andrà in campo senza guadagnare soldi e si metterà al servizio della squadra per aiutarla anche sul rettangolo verde. Non è la prima volta che si rende protagonista di un gesto del genere: già l'anno scorso girò al Wisla un assegno di 300mila euro, rinunciando poi agli interessi maturati.