Il Napoli ha sperato fino all’ultimo di vincere il ricorso presentato alla Corte federale d’Appello contro la squalifica di due giornate inflitte a Koulibaly. La sanzione è stata confermata e il difensore senegalese sarà costretto a saltare anche la sfida di campionato con la Lazio. Piero Sandulli, giudice della Corte federale d’Appello, ha commentato la sentenza dicendo:

Nel bilanciamento operato nella decisione di ieri, ha prevalso il rispetto delle regole. La solidarietà umana, che noi abbiamo inteso mostrare al calciatore anche attraverso il colloquio con lui, è un valore da proteggere ma che non può sconfinare in comportamenti lesivi del corretto svolgimento di un evento. Se è concesso ad un calciatore un comportamento irrispettoso del direttore di gara, si legittimano anche episodi che possano sfociare nella violenza verso l’arbitro.

Il giudice della Corte federale d’Appello spiega la decisione sul ricorso del Napoli

Piero Sandulli, parlando con CalcioNapoli24, ha spiegato perché è stato rigettato il ricorso del club di De Laurentiis. Il giudice ha detto che è stata espressa la massima solidarietà a Koulibaly, sia umana che tecnica perché un ricorso per una giornata di squalifica non viene mai accettato; erano due i turni, ma uno era automatico, Koulibaly era diffidato ed essendo stato ammonito in Inter-Napoli avrebbe comunque avuto un turno di stop. Ma chiaro e tondo Sandulli ha detto che era impossibile togliere la sanzione perché altrimenti si sarebbe creato un precedente:

Determinare le regole non spetta ai giudici. Abbiamo voluto dare comunque un segnale: di solito il ricorso contro una sola giornata di squalifica non viene neanche considerato ammissibile. Se non avessimo voluto focalizzare l'attenzione su un tema delicato, avremmo rigettato l'istanza.Invece abbiamo voluto comunicare l'esigenza che un cambiamento è necessario, ma non è nella fase di giudizio che questo deve avvenire. Non si giudica un uomo dal colore della pelle. Se è concesso ad un calciatore un comportamento irrispettoso del direttore di gara, si legittimano anche episodi che possano sfociare nella violenza verso l’arbitro.