Sembrava destinato a lasciare la Juventus e invece Sami Khedira, grazie alla sua esperienza e intelligenza tattica, ha convinto Maurizio Sarri. Il tedesco dopo una stagione tra alti e bassi, in cui ha dovuto affrontare anche alcuni problemi di salute, vuole riprendersi la maglia da titolare. In una lunga intervista al giornale tedesco Kicker, il classe 1987 si è raccontato, parlando dei suoi obiettivi, di quelli della nuova Juventus, dei rapporti con Sarri e dell'ammirazione per Ronaldo e Buffon.

Khedira resta nella nuova Juventus di Sarri e vuole una maglia da titolare

Dopo un'annata sfortunata Sami Khedira vuole riprendersi la Juventus. Il tedesco che ha convinto il nuovo mister Sarri nel corso della preparazione estiva, scalpita e fa il punto sul nuovo corso bianconero: "Sarri vuole un calcio totalmente diverso da quello di Allegri, per questo abbiamo avuto difficoltà e ci serve del tempo per adattarsi al nuovo sistema e trovare gli automatismi, ma è normale. Le mie condizioni? Il ginocchio va bene, mi sento completamente in forma, ho fiducia nel mio fisico. L’ultima è stata la peggior stagione della mia carriera? È stato un anno sfortunato, poco felice, con molti infortuni, il ginocchio, l’operazione al cuore. Ero entrato in una spirale negativa. Ho messo tutto in dubbio: ho ancora gli stimoli dentro? Ho ancora le condizioni fisiche adatte? Ho risposto con un sì. Se giochi nella Juve che vuol sempre vincere la Champions devi migliorare anno dopo anno. E io voglio sempre stare tra gli 11 titolari".

Sami Khedira e le voci di calciomercato

Da possibile uscita dunque a pedina fondamentale per il centrocampo della nuova Juventus di Sarri. Sami Khedira ha parlato anche del mercato, e di quello che è successo nelle ultime settimane, smentendo anche alcune voci relative a presunti motivi economici dietro la volontà di restare in bianconero: "Mai avuto trattative con altre squadre, zero virgola zero. So che siamo in tanti e che la Juve deve vendere. Khedira a 32 anni e con sole 17 partite nella scorsa stagione è sempre in discussione. Anche negli ultimi 10 anni è sempre stato così ma alla fine ho sempre giocato. E con la Juve è stato chiaro dall’inizio della preparazione che non sarei partito e non volevo partire. Mi ha colpito molto l’aver sentito che sarei rimasto solo per i soldi, perché poi i tifosi ci credono. Io non ho mai giocato per i soldi ma per vincere titoli. Voglio coronare il sogno di prendere la Champions con la Juve perché amo il club, la squadra e la città".

Il feeling tra Khedira e Maurizio Sarri

E a tal proposito è già forte il feeling con Sarri, che ha apprezzato le sue doti: "Ho un buon rapporto con Sarri ed ero sicuro di convincerlo con le mie qualità. Seguivo come giocava a Napoli e Chelsea: gioca un calcio diverso, pressing, intensità, passione e intelligenza. Tutte qualità che mi vanno a genio. Io il suo preferito? Sarei dovuto esserlo di tutti quelli che mi hanno fatto giocare: Mourinho, Ancelotti, Allegri, Löw e adesso Sarri. Tutti allenatori diversi fra di loro ma che hanno apprezzato le mie prestazioni".

Come sta Khedira dopo i problemi fisici e al cuore

Il tutto anche grazie ad una condizione fisica tornata perfetta, dopo i tanti guai della scorsa annata. Khedira ha dovuto affrontare anche un problema cardiaco, brillantemente superato: "Dopo un allenamento avevo problemi di vertigini e non ci vedevo bene, ho avvertito il medico, ma non mi sono sentito in pericolo di vita e l’operazione per l’aritmia era quasi routine, ci si riprende quasi sempre e noi siamo totalmente controllati. Sono convinto di poter stare atleticamente al massimo livello, altrimenti parlereste con un pensionato e non con il calciatore Khedira. Posso giocare uno, due tre anni al massimo".

Con Ronaldo e de Ligt non si può uscire ai quarti o in semifinale di Champions

Dove può arrivare la nuova Juventus di Sarri? Può vincere finalmente la Champions? Khedira esalta la rosa bianconera, che dovrà fare i conti in campionato con avversarie ostiche come Inter e Napoli, e che in Europa può dire la sua anche grazie alla presenza di Ronaldo e del giovane campione de Ligt: "Abbiamo qualità e quantità estreme, pazzesche. Mai viste. In allenamento le partite 11 contro 11 potrebbero essere sfide di Champions. In Europa ci sono i 5-6 squadre allo stesso livello. Non decide solo la qualità ma mentalità, armonia nello spogliatoio, funzionamento del gruppo. Sarà una lotta più avvincente rispetto allo scorso campionato. L’Inter si è rinforzata e ha preso un allenatore molto bravo come Antonio Conte, il Napoli va sempre considerato. Dobbiamo iniziare il campionato concentrati e da quello prendere la fiducia per l’Europa. Non dobbiamo nasconderci, non saremmo credibili: non si compra Ronaldo o de Ligt per uscire nei quarti o in semifinale. La società ha l’obiettivo di vincere la coppa, anche se sarebbe fatale pensare solo a quel trofeo".

Ronaldo e Buffon, esempi per i più giovani

E Ronaldo e Buffon, possono essere solo d'esempio per i giovani talenti bianconeri e non solo: "Nel calcio conta la qualità e la condizione, non l’età. Ronaldo è un esempio per tutti gli sportivi, come LeBron James nel basket o Tom Brady nel football americano. O come Buffon. Quando i ragazzi vedono Gigi che spinge in sala pesi per 45 minuti, a 41 anni, capiscono il suo amore per questo sport e non possono che pensare: lo faccio anch’io. I giocatori più anziani sono una grande motivazione per i più giovani".