Qual è l'elisir di lunga vita di Kazuyoshi Miura? A febbraio compirà 52 anni ma non ha alcuna intenzione di ritirarsi. L'idea di appendere gli scarpini al chiodo nemmeno lo sfiora. Per lui, ultimo samurai di un'epoca di calcio nel Sol Levante, è una sfida con sé stesso. Fermarsi? Non adesso, non ancora e con il rinnovo del contratto appena firmato si prepara alla sua 34sima stagione da professionista. Deve essere come saltare la staccionata, un gioco da ragazzi per quel ‘giovanotto' di mezzo secolo. Prende la rincorsa e oplà… è di nuovo in campo con qualche capello bianco in più ma l'energia di sempre: indosserà ancora la maglia dello Yokohama FC – club nipponico della J2-League, la seconda divisione – e proverà ad andare oltre i propri limiti, magari battere ancora qualche record come già accaduto nel 2017 quando cancellò il primato appartenente a Stanley Matthews, diventando il calciatore più anziano a segnare una rete.

Ho rinnovato il contratto per la stagione 2019 – afferma Miura, come si apprende dalla nota pubblicata dalla società -. Ringrazio tutti per il supporto che mi hanno sempre dimostrato. Mi allenerò come sempre con grande intensità e voglio dare tutto il mio contributo alla squadra.

Dal Sol Levante all'Australia, la carriera di Miura

Miura ha giocato anche in Serie A, fu oltre vent'anni fa quando bella stagione 1994/1995 vestì la maglia del Genoa. Un anno, 21 presenze e 1 gol nel derby perso dal Grifone (3-2) contro la Sampdoria. Quando è iniziata la sua avventura sul rettangolo verde? Nel 1982 tra le fila dello Shizuoka Gakuen HS, club della sua città natale, fino all'Australia e al ritorno in patria. Nel suo curriculum figura anche l'esperienza in Brasile giocando in prestito in diversi club tra cui Santos e Coritiba. In Giappone Miura è l'unico giocatore in attività ad aver preso parte al primo campionato di J-League nel 1993.