Settanta reti in 200 gare giocate in 6 stagioni dal 2003 al 2009. Scudetto, Champions League, Mondiale per Club e anche un Pallone d'Oro conquistato nel solco della tradizione vincente dei rossoneri. Kakà, ex bandiera del Milan, calciatore ancora molto amato dai tifosi del ‘diavolo' osserva da lontano le vicende del club. Il brasiliano è in Major League, tra le fila dell'Orlando ma siccome certi amori non si dimenticano mai allora quasi avverte una fitta al cuore a vedere le difficoltà in cui si dibatte la società.

C'è stata la svolta al vertice della dirigenza, con il presidente Berlusconi che lascia dopo 30 anni al timone, e adesso – dice con fiducia l'ex paulista – non resta che attendere il ritorno a quella dimensione che maggiormente compete a una squadra che ha una storia (sportiva e di successi) alle spalle incredibile.

Ho trascorsi momenti bellissimi con quella maglia addosso, ho visto il Milan in cima al mondo – ha ammesso Kakà ai microfoni di Omnisport News -. E vederlo in questa situazione mi rende davvero triste. E' ancora un grande club, con una grande storia. Ma la storia, si sa, purtroppo non scende in campo.

Riuscirà il Milan a tornare ai fasti di un tempo? Kakà ne è certo anche se la strada è in salita. Occorre pazienza e programmazione e, in tale senso, l'arrivo della nuova proprietà rappresenta sicurament un punto di svolta.

Il ritorno in Europa è sicuramente un primo, importante gradino. Una società come il Milan non può restarvi fuori a lungo. Per questo la crescita deve essere graduale, proprio come ha fatto la Juventus che è addirittura ripartita dalla Serie B fino a ricostruire un progetto vincente, un progetto di cui ha fatto parte anche lo stadio di proprietà – ha aggiunto l'ex rossonero -. Penso che in pochi anni vedremo ancora il Milan lottare ai vertici, in Italia e in Europa.