Non è passato inosservato, e non poteva non essere così, il video postato da giovani calciatori della Juventus Under 15 che dopo aver sconfitto il Napoli nella semifinale del campionato di categoria hanno utilizzato espressioni razziste molto forti nei confronti della città partenopea. La stessa Juventus subito con un tweet ha annunciato un’indagine interna e poi eventualmente dei provvedimenti. Il numero uno del Coni, Malagò, a margine di una riunione della giunta ha parlato della vicenda:

Una cosa di una gravità senza precedenti, anche perché fa capire come da giovani e da ragazzi nascano certe culture e mentalità. Sono abitudini che sono 100 volte oltre alla parola sbagliato. Quanto avvenuto dev’essere denunciato, con tutto quello che implica negli aspetti legati alle vicende disciplinari su cui il Coni non ha competenza.

La Gazzetta dello Sport ha anticipato cosa accadrà. Il presidente del Settore giovanile e scolastico Vito Tisci, che organizza il campionato, ha inviato subito il video incriminato alla Procura federale, che ha aperto un fascicolo e il giovane Pisapia, autore del coro e del video, sarà deferito per discriminazione territoriale. L’aver fatto marcia, il ragazzo si è scusato sui social, non gli eviterà la probabile squalifica. La Juventus pagherà un’ammenda per responsabilità oggettiva.

La Juventus si è messa e in contatto con Tisci e il commissario della Federcalcio Fabbricini, a cui hanno dato la disponibilità a ritirare la squadra dal campionato, come ha fatto la Lokomotiv Lipsia in Germania sospendendo i 2003-2004 che hanno postato una foto con il saluto nazista ed esonerando l’allenatore. Ma la Figc vuole tutelare la regolarità del campionato e non vuole il ritiro dal campionato dei baby bianconeri. Figc e Juventus hanno trovato una soluzione alternativa. I ragazzi dell’Under 15 bianconera inizieranno un percorso formativo sulle tematiche del rispetto all’avversario e del corretto uso degli strumenti digitali. Di queste brutta vicenda ha parlato anche l’amministratore delegato della Juventus Marotta:

Il gesto va assolutamente condannato, ma il provvedimento disciplinare non basta, c’è anche un problema educativo. Dobbiamo essere più incisivi nell’attività di prevenzione. Per una volta, siamo allineati all’Europa: anche a Lipsia i giocatori verranno mandati a un corso sulle ideologie.