A pochi giorni dall'annuncio dell'addio di Beppe Marotta, per Fabio Paratici è arrivata la prima serata da protagonista. In occasione del suo viaggio a Rieti, dove è stato premiato insieme a Pippo Inzaghi con il "Premio Scopigno", il direttore sportivo bianconero ha preso la parola e commentato le ultime vicissitudini societarie con i giornalisti presenti.

"Il dottor Marotta è una persona che mi ha cresciuto, un padre putativo. Condivido questo premio con lui e con tutti i ragazzi che lavorano con me. Tengo molto a questo aspetto – ha spiegato Paratici – Non mi sorprenderei di vedere Marotta con l’Inter, è un grande dirigente, assieme a Galliani uno dei più grandi degli ultimi 15 anni. Spero che sia felice. Se essere felice è essere dirigente di un grande club italiano, va bene così".

Il caso Cristiano Ronaldo

Dopo aver giocato un ruolo importante durante la trattativa per portarlo in Italia, il ds della Juventus ha anche parlato dell'arrivo di Cristiano Ronaldo e dell'attuale situazione del portoghese: "E' il migliore della storia del calcio, anche per titoli vinti. La trattativa? Il maggior merito va al presidente e alla proprietà – ha aggiunto Paratici – Quando ne abbiamo parlato c’è stata la sensazione che lui volesse finire solo alla Juve. Il Madrid aveva un gentlemen agreement con lui. Poi il presidente e Nedved hanno dato il via libera. Su Cristiano il club ha già preso posizione, è una persona molto semplice, grande professionista dentro e fuori dal campo, ineccepibile, impegnato nel sociale. Abbiamo grande considerazione di lui".

I colpi del futuro

Le ultime parole Paratici le ha dedicate al mercato. Intorno alla Juventus sono circolati (e continuano a circolare) molti nomi interessanti: "Milinkovic-Savic è un bravissimo calciatore, ma non abbiamo mai parlato con lui né con la Lazio – ha concluso il ds – Pogba è dello United, gli vogliamo molto bene, è cresciuto da noi. Non ci abbiamo mai pensato e non ci pensiamo. Il mio futuro? Mai pensato di lasciare: sono felicissimo alla Juve, innamorato. Mi piace l'ambiente di lavoro e la squadra".