"Sarri non era contento, voleva vincere 4-0". Il tecnico della Juventus era allo stadio ma non [ancora] in panchina, a riportare il suo pensiero in conferenza stampa è il suo vice, Giovanni Martusciello. Entrambi hanno vissuto le emozioni da batticuore di un match deciso dall'autorete di Koulibaly a tempo scaduto. Dal 3-0 per i bianconeri che sembravano aver messo il cappello sulla gara alla rimonta fino al 3-3 dei partenopei spinti da Lozano, al debutto nella ripresa. Show di gol, errori e spettacolo che si trasforma in tragedia [sportiva] per la squadra di Ancelotti quando il senegalese regala la vittoria in maniera clamorosa.

Il calo fisico è stato importante nel secondo tempo e contro una squadra forte come il Napoli, superiore alla media del campionato, ci siamo trovati in difficoltà – ha ammesso Martusciello ai microfoni di Sky -. Ma è da esaltare quell'ora gioco in cui si poteva concretizzare qualche occasione di più.

Luci e ombre nella prestazione della Juventus che è passata dalla possibile goleada [il 4-0 mancato d'un soffio] al crollo mentale che nella ripresa – con un avversario modificato anche tatticamente – ha rimesso in partita i partenopei. Cosa è successo? S'è spenta la luce… Martusciello spiega così l'incredibile blackout.

Sul 3-0 complice la condizione e un calo mentale, forse perché avevamo la pancia piena, abbiamo rischiato di concedere a giocatori di questa portata di farci male. Però va detto che questo è un gruppo che non molla mai e nelle difficoltà tira fuori sempre qualcosa di diverso. Anche stasera lo ha confermato.

Come sta cambiando la Juventus che non è ancora del tutto quella di Sarri? Dal baricentro basso a posizioni più alte in campo e un approccio differente: il lavoro dello staff tecnico tiene ancora la squadra in cantiere ma i progressi sono evidenti.

Stiamo cercando di far passare il messaggio di pressare sempre in avanti – ha concluso Martusciello -. La qualità individuale è alta, bisogna essere convinti di andare in quella direzione.