Entro le prossime 24 ore si capirà meglio quale destino sia riservato a Massimiliano Allegri, da settimane al centro di voci sul suo confronto con la dirigenza bianconera. In primis con il presidente Andrea Agnelli, l'unico che ha il potere e l'autorità per dire l'ultima parola. Mercoledì dovrebbe essere il giorno decisivo, in cui si delineeranno le rispettive idee, richieste, condizioni. Perché di ciò si parla: Allegri porrà sul tavolo – forte di un contratto ancora in vigore – le proprie direttive; Agnelli controbilancerà – forte di una società pronta anche a investire nuovamente – evidenziando i propri obiettivi.

Club e tecnico, più vicini

Lo scenario bifronte è difficilmente decifrabile dal di fuori. I segnali sono tutti a favore di un continuum tra tecnico e club. Allegri lo ha detto in tempi non sospetti ("Ho già detto che resto, la società lo sa") così come Agnelli ha fatto capire che vi sono ampi margini di confronto ("Resterà, poi dipenderà da lui").
Ma quali sono le conseguenze nell'una o nell'altra alternativa?

Allegri lascia la panchina della Juventus

I problemi del club: un sostituto all'altezza

E' l'ipotesi ad oggi più lontana per diversi motivi. Il primo è che oggi la Juventus non ha una alternativa in panchina considerata all'altezza. Pep Guardiola è radicato a Manchester e l'unica remota possibilità di addio al City è legata al divieto di giocare in Champions da parte dell'Uefa. Pochettino si gioca la finale di Madrid in un Tottenham che è oramai sua immagine e somiglianza. Il tecnico degli Spurs non convince al cento per cento ma potrebbe essere un'alternativa reale. Conte, con l'Inter che sta pressando proprio per chiudere adesso, è il sostituto ideale voluto da parte della dirigenza e che gradirebbe un rientro in pompa magna. Altri profili non sono valutabili. Si potrebbe puntare su una new entry ma non è nei piani aziendali prendersi altri due-tre anni d'attesa

Via libera in Europa: Psg o Barcellona

Per Max Allegri, al contrario, si aprirebbero scenari importanti a livello europeo. C'è dietro l'angolo il PSG pronto a salutare Tuchel nel caso in cui il toscano si liberasse dai bianconeri. Un primo contatto c'è già stato, la piazza, le ambizioni, i soldi non mancano. E poi c'è il fascino di Barcellona, dove Valverde non è più così solido dal dopo Liverpool. Anche in questo caso, la storia del club e l'attuale progetto (de Jong e de Ligt per dire due nomi) è più che convincente.

Allegri resta sulla panchina della Juventus

Il rinnovo del contratto

Di certo, si ripartirebbe dal prolungamento del contratto attuale: né Allegri né il club vogliono un rapporto in scadenza. Sarebbe questo il primo scalino, un proforma sul quale (economicamente parlando) non ci saranno discussioni. Il confronto arriverebbe sulle garanzie chieste dal tecnico che vuole cambiare metà squadra e del club che pretende la conferma internazionale. In questo senso si spiegano le due frasi del momento "Chiederò più giocatori, non più soldi" (Allegri) "Resterà, ma poi dipenderà da lui" (Agnelli).

La rivoluzione tecnica

Trovando l'accordo di massima con il club, ci sono le spine di mercato a tenere viva la discussione. Allegri sarebbe pronto a cambiare anche modulo, con un trequartista di ruolo dietro le punte ma vuole cambiare diversi giocatori. Non è convinto di Cancelo (malgrado l'investimento da 40 milioni del club), non interessa Dybala (che dovrebbe venire venduto a prezzo adeguato), partirà Mandzukic, insieme a Pjanic, e ci sarà un lavorìo tra esterni e attaccanti per dare a Cr7 una rosa adeguata alle aspettative. E in questo caso, la Juventus non potrebbe porre veti sulle scelte di Allegri.