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Juventus, Fabio Cannavaro: Agnelli fa bene a chiedere giustizia su calciopoli

Torna a parlare della sua Italia, Fabio Cannavaro attualmente impegnato nel campionato arabo con l’Al Alhi.
A cura di Marco Beltrami
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Fabio Cannavaro, attualmente impegnato nella nuova avventura araba con la maglia del Alhi torna a parlare del calcio di casa nostra e lo fa sulle colonne de “La Gazzetta dello Sport”.

Innanzitutto l’ex Capitano dell’Italia, spiega quanto gli manchi la sua Nazionale: “Mi manca la maglia azzurra. Perché tutta la mia carriera è stata scandita dall’azzurro. Sono arrivato a 79 partite da capitano: chissà se qualcuno un giorno passerà quel limite. Dalle giovanili sino a Berlino, al Sudafrica ho vissuto emozioni grandissime. Con la grande delusione dell’Europeo perso nel 2000, ma con l’immensa gioia di aver alzato la Coppa del Mondo. Perché tutta la mia carriera è stata scandita dall’azzurro. Sono arrivato a 79 partite da capitano: chissà se qualcuno un giorno passerà quel limite. Dalle giovanili sino a Berlino, al Sudafrica ho vissuto emozioni grandissime. Con la grande delusione dell’Europeo perso nel 2000, ma con l’immensa gioia di aver alzato la Coppa del Mondo”.

Sulla Juventus e sulle recenti polemiche legate alla Juventus e alle affermazioni di Delneri su Buffon, Cannavaro poi difende il suo compagno di tante battaglie: “Mi viene da ridere a leggere certe dichiarazioni. Gigi sta bene, presto rientra: lui ha il numero 1 stampato sulla pelle e non ha bisogno di dimostrare niente. Mi piace pensare che l’allenatore l’abbia fatto per stimolare Storari”. In conclusione anche un pensiero rivolto all’operato del nuovo Presidente Andrea Agnelli e alla sua battaglia per la restituzione degli scudetti legati a calciopoli: “E fa bene. Perché quella squadra era la più forte sul campo”.

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