In attesa di novità in merito alla sua condizione fisica, dopo la forte botta rimediata al flessore della gamba destra durante il derby, Paulo Dybala ha concesso un'intervista alla trasmissione spagnola "El Chiringuito de Jugones". Il giocatore di Massimiliano Allegri, diventato pedina fondamentale nell'undici juventino, ha parlato dei suoi primi passi, del suo arrivo a Torino e del suo "feeling" con il Barcellona e Leo Messi: "La scomparsa di mio padre, quando avevo dodici anni, mi ha aiutato a maturare e a crescere – ha confessato l'argentino – Non è più con me e questo mi intristisce e, purtroppo, non ha fatto in tempo a vedermi crescere e diventare calciatore. La Juventus? E' stato un sogno arrivare in un club così prestigioso, un salto in avanti importante per la mia carriera. Ora, però, non posso rilassarmi perché quando giochi nella Juve non hai il tempo per farlo".

Quella "cotta" per i colori blaugrana

Dopo aver elogiato il suo compagno di reparto ("Morata è un amico, lo prendo sempre in giro perché in un Juve-Palermo mi rifilò un calcione molto forte. Gli dico sempre che un giorno, prima o poi, glielo restituirò"), Dybala ha parlato anche della Champions League che, dopo la beffa dell'eliminazione di Monaco, sarà costretto a guardare dalla televisione: "Chi vincerà la coppa? Per me è un discorso tra Barcellona e Bayern Monaco – ha continuato "La Joya" – Al momento non c'è nessuno come i blaugrana che sarebbero la squadra ideale per un giocatore come me. Leo Messi ha detto che sarei un degno successore? Se lo dice lui, la cosa mi riempi d'orgoglio e mi dà la carica per lavorare ancora duramente e continuare su questa strada. Quando sono stato in nazionale, purtroppo, lui era infortunato e non ci siamo incrociati. Se tutto andrà bene, potrò farlo più avanti".