Juventus, David Trezeguet precisa: “Ho vinto quattro scudetti, non uno di meno!”

A cura di Alberto Pucci
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All’alba della sua nuova avventura in India, l’attaccante francese riavvolge il nastro dei ricordi e torna a parlare della sua avventura in bianconero.

Non è brasiliano (anzi, in lui c'è anche sangue argentino), ma David Trezeguet conosce bene il significato della "saudade" tipicamente carioca. Dopo dieci anni passati a gioire e soffrire con la maglia bianconera appiccicata addosso, l'attaccante francese si sente ancora un po' juventino…anche a distanza di migliaia di chilometri. In attesa di cominciare la sua nuova esperienza nel campionato indiano, con la maglia del "Pune City", società dell'omonima città, situata a circa 150 km a sud-est di Mumbai, affiliata alla Fiorentina e di proprietà dei Della Valle, Trezeguet è tornato a parlare di Juventus in una lunga intervista a Tuttosport, nella quale ha ricordato gioie e dolori della sua esperienza torinese: "Non si possono dimenticare dieci anni, passati indossando la stessa maglia – spiega il francese – Mi sento ancora tifoso bianconero e se mi chiedete quanti scudetti ho vinto vi rispondo quattro, non uno di meno".

Da Conte ad Allegri, passando per la Serie B – Il fiume di ricordi, pare inarrestabile. Protagonista assoluto delle vittorie bianconere, David Trezeguet riesuma anche vecchi scheletri chiusi negli armadietti di Vinovo: "La Serie B? La società in quel periodo aveva sofferto moltissimo – ricorda Trezeguet – e la famiglia Agnelli ci fece un bellissimo discorso. Parlai con Del Piero e gli altri e, alla fine, decidemmo di restare per dare il nostro contributo e riportare la Juventus in A". Vecchi incubi che, di fronte alla supremazia degli ultimi anni, fanno anche un po' sorridere: "Sono contento per l'arrivo di Allegri, può trovare nuove soluzioni che, magari, Conte in tre anni non aveva trovato. Meglio il quarto scudetto o la Champions League? Vincere un titolo nazionale è bello però conquistare la Champions è un'altra cosa…ti dà la consapevolezza di essere il più forte e di giocare nella squadra migliore  Io, purtroppo, non ci sono riuscito e la sconfitta con il Milan, nel 2003, è il più grande rimpianto". I colori transalpini, nella Juventus di oggi, sono portati con orgoglio da Pogba e Coman: "A Paul gli ho parlato e gli ho consigliato di restare – svela l'attaccante – E' contento di essere rimasto alla Juventus. Coman è un giocatore interessante e ha già dato dimostrazione di non temere il peso della maglia che indossa".

 

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