La Juventus punta al futuro tenendosi strette le migliori cose del suo passato come la BBBC una delle linee difensive migliori della storia del calcio d'Italia, oggi ridotta di una ‘B' per il ritiro di Andrea Barzagli ma sempre a disposizione anche se cambiano i tecnici. Come Conte e Allegri, anche Sarri ripartirà da Buffon, Bonucci e Chiellini i tre bianconeri ancora presenti in rosa. Malgrado il portiere partirà da panchinaro, malgrado in mezzo alla difesa c'è un nome del tutto nuovo e devastante, quello del diciannovenne Mathijs de Ligt.

Chi ha provato a staccarsi non ce l'ha fatta: Leonardo Bonucci nell'estate 2017 per raggiunti limiti di convivenza con Max Allegri staccò il biglietto d'andata per Milano, sponda rossonera dove divenne capitano per una stagione. Per poi tornare a Torino, in bianconero dopo un anno deludente e il capo cosparso di cenere. Per tornare a vincere subito e continuare a farlo.

La responsabilità di far crescere de Ligt

Sarà lui, insieme a Chiellini ancora una volta l'asse portante della difesa della Juventus anche con Maurizio Sarri. E' dalla coppia azzurra che la squadra proverà a ripartire per la Champions League, confermandosi in campionato. Presente, passato e soprattutto futuro in attesa di capire se il giovane olandese sarà davvero il fenomeno cui affidare le chiavi: "De Ligt in questo momento rappresenta il giovane migliore al mondo e qui potrà crescere ancora. Da parte nostra ha ricevuto un caloroso benvenuto: con Demiral e Rugani, abbiamo giovani importanti che ci aiuteranno a conquistare ogni traguardo".

Vincere tutto, giocando in casa

Vincere, dunque. La missione e la condanna di chi gioca alla Juventus. Vincere, facendolo in un ambiente che si conosce e ti conosce alla perfezione: "Questa è casa mia e dopo la stagione al Milan sono tornato perché mi sento al posto giusto e so ciò che posso dare. Qui ogni anno c’è da migliorarsi: vorrei tornare ad essere quello di due anni fa, nelle ultime due stagioni potevo fare meglio"

L'intelligenza di Maurizio Sarri

Vincere, anche cambiando schemi, progetti, allenatore. Dopo Conte e Allegri ecco Sarri, il nuovo guru del bel gioco, capace di imporre la propria filosofia a Napoli come a Londra. E ora provandoci a Torino nel club più vincente d'Italia, dove vincere conta più di tutto: "Lavoriamo molto con il pallone e gli allenamenti sono aumentati di intensità e facciamo molte poche pause. Quando ci hai a che fare di persona, capisci l’intelligenza di un allenatore che ha portato delle idee nuove. Dobbiamo seguire le sue idee, perché vogliamo vincere e con la concorrenza in Italia e in Europa che si è rinforzata, sarà una battaglia".