L'ottava meraviglia bianconera. Con il risultato di Torino contro la Fiorentina, la Juventus si è cucita sul petto l'ennesimo Scudetto, il 35esimo della sua storia. Un dominio che dura dalla stagione 2011/12, cominciato sotto la guida di Antonio Conte e proseguito, imperterrito, con la gestione Allegri. Il titolo di quest'anno – arrivato con ben 5 turni d'anticipo – non è mai stato in discussione. Anzi. Una direzione ben precisa l'aveva già presa in estate, esattamente il 10 luglio, quando con l'ufficialità dell'acquisto di Cristiano Ronaldo i bianconeri avevano sbaragliato la concorrenza, assicurandosi il giocatore più forte del mondo.

I ragazzi di Allegri hanno potuto fare affidamento sui suoi gol (pesanti, costanti e spesso bellissimi) che hanno reso possibile una cavalcata impressionante in campionato, anche se non sono bastati in Europa, dove è arrivata l'eliminazione per mano dell'Ajax nonostante Cristiano abbia segnato sia all'andata che al ritorno.

  • Quest'anno lo Scudetto è arrivato con 5 giornate d'anticipo, e i bianconeri sono stati artefici del proprio destino nella sfida contro la Fiorentina, non dovendo attendere i risultati delle avversarie per avere la certezza matematica del titolo. Ma non è sempre stato così in questi otto anni. La domanda che sorge è: "Dov'era la Juventus quando ha vinto i suoi ultimi otto scudetti?".

Il Nereo Rocco di Trieste, il campo neutro dove tutto ebbe inizio

Una lotta emozionante, punto a punto con il Milan di Allegri e dei vari senatori all'ultima stagione come Inzaghi, Seedorf, Nesta, Gattuso e Zambrotta, dei fenomeni come Ibrahimović e Thiago Silva, e di Sulley Muntari. Già, Muntari, che col suo "gol fantasma" colorò di polemiche il finale di campionato. Ma alla fine fu il campo a parlare. Alla 37esima giornata Cagliari e Juve si trovavano di fronte al Nereo Rocco di Trieste (che in quel momento ospitava le gare casalinghe del Cagliari causa inagibilità del Sant'Elia), mentre i rossoneri erano attesi dal derby con l'Inter.

  • A due giornate dalla fine gli uomini di Conte guidavano la classifica con 78 punti, uno in più del Milan

I due match si giocarono in contemporanea: la Juve vinse per 2-0 grazie alla rete di Mirko Vučinić e all'autogol di Canini, mentre il Milan affondò per 4-2, regalando il derby ai cugini e il titolo ai bianconeri. La festa Scudetto della giornata successiva allo Stadium contro l'Atalanta coincise con il saluto di uno dei più grandi campioni ad aver scritto la storia all'ombra della Mole: dopo 19 stagioni, 705 presenze e 290 gol, lasciava la Juventus Alessandro Del Piero.

La matematica a Torino nel bis del 2013

Il secondo Scudetto consecutivo per gli uomini di Conte arrivò in una data non casuale per gli juventini (e per gli interisti). Il 5 maggio 2013, esattamente 11 anni dopo quel rocambolesco Scudetto di Udine, la Juventus ospitava il Palermo per la 35esima giornata di campionato. Per i bianconeri sarebbe stato sufficiente un pari, ma con un rigore procurato da Vučinić e trasformato da Arturo Vidal la Juventus vinse la partita e potè festeggiare il 29esimo titolo davanti ai suoi tifosi. Al secondo posto quell'anno arrivò il Napoli, staccato di 9 punti nella classifica finale.

Non c'è due senza tre, anche senza giocare (e col record di punti)

Festeggiare uno Scudetto al centro per gli allenamenti. È quello che è successo ai bianconeri al termine della stagione 2013/14: con la sorprendente sconfitta per 4-1 sul campo del Catania, la Roma consegnò matematicamente il titolo alla 36esima giornata ai rivali della Juventus, che il giorno dopo avrebbe giocato (e vinto) contro l'Atalanta allo Stadium in un'atmosfera surreale. Già dall'ingresso in campo per il sopralluogo, tutto lo stadio accolse la squadra col coro "i campioni dell'Italia siamo noi", ancor prima che la partita fosse giocata.

  • Quell'anno la Juventus vinse il campionato con 102 punti, stabilendo una quota da record nei maggiori campionati europei. Nella storia soltanto il Celtic ha fatto meglio dei bianconeri: nel 2002 totalizzò 103 punti stagionali, ma nel campionato scozzese, che non prevede il girone unico e inoltre si conclude con i play-off.

Il cambio in panchina: in Champions qualcosa si muove

In piena preparazione estiva, come un fulmine nel cielo sereno di luglio, arrivarono le dimissioni di Antonio Conte. "Divergenze sul mercato", il motivo della separazione tra i bianconeri e il condottiero che li aveva riportati sul tetto d'Italia. Al suo posto, tra mille scetticismi, il tecnico del Milan Massimiliano Allegri. In campionato la musica non cambia: trascinata dai gol di Carlos Tevez, la Juventus trova la certezza matematica del quarto titolo consecutivo in casa della Sampdoria alla 34esima giornata. Ancora con un 1-0 firmato Arturo Vidal; era il 2 maggio 2015, due mesi e mezzo dopo il cileno avrebbe salutato Torino per accasarsi al Bayern Monaco.

  • Quella stagione si concluse con la prima, cocente delusione europea della moderna Juventus. In finale a Berlino i bianconeri persero per 3-1 contro il Barcellona di Messi, Suarez e Neymar, dando l'addio tra le lacrime anche ad un altro campione del calcio italiano: Andrea Pirlo.

Lo spartiacque 2016: partenza da horror poi un filotto incredibile

Un solo punto nelle prime tre partite per i bianconeri. Alla luce di questa falsa partenza, il Napoli sembrava la squadra più accreditata a vincere il tricolore nella stagione 2015/16. Gli uomini di Sarri avevano accumulato un vantaggio significativo, ma non avevano previsto la straordinaria cavalcata che la Juventus aveva in serbo. Quindici successi di fila, dalla decima alla 25esima giornata, culminati con il sorpasso proprio nell'ultima vittoria di questo straordinario filotto. Era lo scontro al vertice del 13 febbraio 2016, terminato 1-0 per la Juventus su un Napoli mai arrendevole, ma costretto a piegarsi all'88esimo per via del sinistro di Simone Zaza.

  • La certezza dello Scudetto arrivò alla 35esima giornata. I partenopei non ressero il tracollo di Torino e iniziò a lasciare punti per strada. Fatali quelli persi a Roma il 25 aprile. Un 1-0 firmato Nainggolan che fece festeggiare per la quinta volta consecutiva i bianconeri, che la sera prima avevano vinto a Firenze per 2-1. Per la seconda volta la Juventus festeggiava uno scudetto "fuori dal campo".

Il 2017: lo smacco Higuain e la delusione di Cardiff

Per un costo di complessivo di 90 milioni di euro, la Juventus acquista in estate dal Napoli il suo bomber da 36 gol in campionato: Gonzalo Higuain. Il vero avversario di quella stagione per i bianconeri è la Roma, che a fine stagione termina seconda con 87 punti, soltanto 4 in meno della Juventus prima con 91. Con un 3-0 al Crotone in casa alla 37esima giornata, gli uomini di Allegri si aggiudicano il sesto Scudetto consecutivo davanti al proprio pubblico, che però ha la testa altrove: due settimane dopo, a Cardiff, si sarebbe giocata la finale di Champions League col Real Madrid. Un'altra debacle europea per i bianconeri, vittime di un poker nel 4-1 definitivo, che li avrebbe condannati alla settima finale di Champions persa.

Il trionfo nell'anno del Var tra Pjanic, Koulibaly e Buffon

Un monitor a bordocampo per rivedere le azioni dubbie. La stagione 2017/18 si caratterizza per una novità assoluta, ma a fine anno la musica è ancora una volta la stessa. Nonostante le contestazioni per la possibile espulsione di Miralem Pjanić in un Inter-Juve di fine stagione, nonostante la zuccata di Koulibaly a gelare lo Stadium e far sognare i tifosi del Napoli, il tricolore prende ancora una volta la via di Torino. Alla 37esima giornata i bianconeri pareggiano in casa della Roma per 0-0, e tanto basta per festeggiare il settimo Scudetto consecutivo, complici i due passi falsi consecutivi del Napoli contro Fiorentina e Torino.

  • L'ultima giornata, giocata a Torino contro il Verona, ha permesso ai bianconeri di salutare dopo 17 stagioni il portiere che più di tutti ha rappresentato la squadra, indossando anche la fascia di capitano dopo l'addio di Del Piero. Si tratta ovviamente di Gianluigi Buffon, che l'estate successiva si sarebbe accasato al Paris Saint-Germain.

Otto anni di dominio a strisce bianconere, con una dirigenza che ogni anno pianifica quello successivo grazie ad acquisti mirati e di qualità. Viene da chiedersi chi sarà a spezzare l'egemonia di questa Serie A e – soprattutto – quando.