La sfida con l'Ajax evoca dolci ricordi per la Juventus e nessuno meglio di Marcello Lippi può capire e può spiegare cosa vuol dire la sfida di domani per la Vecchia Signora. Il tecnico toscano vinse la Champions League contro i lancieri allo stadio Olimpico di Roma nel 1996 e ai microfoni di Sky Sport ha messo sotto la lente d'ingrandimento le capacità della squadra olandese:

La filosofia è la stessa, l'Ajax costruisce fior di giocatori ma poi li vende tutti. Gli olandesi si distinguono per la ricerca della positività del gioco, per attaccare sempre e concedere qualcosa in fase difensiva. All'andata non è mancato niente, sapevamo che l'Ajax sta avendo un periodo con giovani bravi e rapidi, che pressano e non buttano via la palla, e la Juve ha fatto partita che doveva fa. L'1-1 è un risultato positivo, non è mancato niente e speriamo che non manchi niente anche domani, per passare il turno e giocare un'altra partita difficile. Ma la Juve adesso è tra le favorite per vincere la Champions.

Per il commissario tecnico campione del mondo con l'Italia a Germania 2006 ci sono delle similitudini tra lui e Massimiliano Allegri:

Siamo tutti e due toscani ed entrambi a 46 anni siamo approdati in una grande squadra, vincendo lo scudetto lui nel Milan e io nella Juventus. Ci sono delle somiglianze: ho visto che gli piace spostare giocatori e cambiare modulo durante la partita, come a me.

Lippi: Il mio Ronaldo? Montero, Tacchinardi, Torricelli…

Infine ecco puntuale la provocazione di Lippi che alla domanda su chi fosse il suo Cristiano Ronaldo ha risposto così:

Il mio Ronaldo? Ne ho avuti tanti: Montero, Tacchinardi, Torricelli, Di Livio, Peruzzi, Conte… I fuoriclasse sono importanti, ma importantissimo è lo zoccolo duro. Mi sarebbe piaciuto allenare Cristiano, è un valore aggiunto ma diventa determinante quando il resto della squadra si esprime al cento per cento, come accaduto con l'Atletico Madrid. Altrimenti nemmeno lui puo' fare miracoli.