Tiki-taka e goleada, questo Napoli piace sempre di più e la Juventus è costretta ancora una volta a farsi di lato in classifica. Il tecnico dei partenopei, espulso per proteste al 45′, ha gestito alla perfezione una gara difficile, iniziata in salita per lo svantaggio immediato col gol di de Vrij. Due mosse hanno chiuso le vie agli uomini di Inzaghi: Callejon giocatore più offensivo, con Mertens dedicatosi a creare la cerniera con il centrocampo, e il subentro di Zielinski per Hamsik. La Lazio ha perso riferimenti in difesa e a centrocampo ha pagato il ambio di ritmo dei padroni di casa che ad inizio ripresa in 4 minuti hanno segnato due reti.

Inzaghi ci ha provato, inserendo prima Caicedo e poi Nani, offrendo una Lazio votata all'attacco ma che ha posto il fianco alle ripartenze napoletane. Che non  sbagliano l'appuntamento con la vittoria rotonda anche con il poker di Mertens, e si riprendono la vetta del campionato. Alla faccia di una Juventus che continua a obbligare i partenopei alle marce forzate.

Risposta obbligata alla Juventus.

Il Napoli è costretto a rispondere ancora una volta alla vittoria della Juventus passata a Firenze nell'anticipo del venerdì sera. Una missione sempre più complicata per gli uomini di Sarri disabituati a certi ritmi a lungo termine e con la Lazio di Inzaghi il tutto si complica inesorabilmente. Si vede subito che sarà una gara in salita. Al di là della solita cornice di grande pubblico pronto a trascinare gli azzurri al successo, sono gli ospiti a trovare il break iniziale che scombussola i piani di Sarri.

La Lazio parte forte e trova il gol.

Il gol di de Vrij apre le porte a 90 minuti di sacrificio e passione. Non che il Napoli non sia preparato a certi eventi ma è pur vero che davanti all'organizzazione laziale il compito appare complicato. Il centrocampo a cinque di Inzaghi è costruito su qualità e forza fisica. Milinkovic-Savic e Parolo a copertura di Lucas Leiva, mentre sulle fasce Lulic e Marusic intorpidiscono la voglia di affondo di Insigne e Callejon.

La prima soluzione di Sarri.

Mertens largo, Callejon di punta.

L'idea di Sarri però, per ritornare in partita non è sbagliata: proprio l'argentino ex Real si propone come primo terminale offensivo, mentre più al largo orbita Mertens per evitare la tagliola preparata dal trio Wallace, De Vrij e Radu. Insigne ha il solito compito di inventare e provare le soluzioni personali, mentre dietro il centrocampo ha l'obbligo di creare densità.

La rete dell'ex Real.

Reina non è più impegnato, il Napoli mantiene il solito possesso palla e la propria visione di proporre gioco ma è inoffensivo: Strakosha interviene un paio di volte senza problemi ma i partenopei non pungono. Se non alla fine del primo tempo quando proprio l'incursione verticale in area laziale di Callejon regala un meritato pareggio.

La seconda svolta: Sarri sceglie Zelinski.

Mediana più veloce, fuori Hamsik.

Qualcosa però non funziona a centrocampo e Sarri compie il cambio risolutivo togliendo uno spento capitan Hamsik per Zielinski in cerca di maggior spinta e velocità di manovra. I frutti si vedono subito ad inizio ripresa con un paio di occasioni d'oro in area laziale con gli uomini di Inzaghi che non riescono a tenere alta la linea di gioco. Fino all'inevitabile 2-1 con l'autorete di un Wallace pressato dal palleggio napoletano su cross basso di Callejon

Uno-due in 4 minuti.

La Lazio non riesce a trovare il bandolo della matassa: Mertens è sempre lontano dalla porta avversaria e tra i tre in avanti è il migliore nel proporsi a vantaggio dei compagni, scompaginando le linee difensive. E' così che a turno salgono gli esterni e gli inserimenti si alternano in area laziale: quando è Rui a tirare dalla distanza non a caso incrocia i piedi proprio di Zielinski che stava verticalizzando nella difesa avversaria.

Sarri-Inzaghi, mossa e contro mossa.

Lazio col trequartista.

Davanti al cambio tattico di Sarri, Inzaghi prova a rispondere di par suo puntando tutto su Milinkovic-Savic tra ipiù tecnici dei giocatori in campo. Il serbo si pone a ridosso delle punte Immobile e Caicedo (subentrato a Luis Alberto) nel tentativo di abbassare il baricentro napoletano.

Poker azzurro.

Le seconda parte di ripresa però è di marca napoletana. Gli azzurri trovano fiducia, sanno aspettare gli avversari costringendoli all'errore per poi rilanciarsi in avanti. E quando Mertens si trova sui piedi la palla giusta per il 4-1 su assist di Zielinski non si fa sfuggire l'occasione per chiudere i conti. Che potrebbero