Un punto a testa e obiettivi raggiunti. La Juventus all'Olimpico stacca il biglietto tricolore per il suo settimo scudetto consecutivo. Una festa che inizia al 90′ e si protrarrà fino alla gara contro il Verona per l'ultima di campionato con la passerella allo JStadium. Per la Roma, l'applauso dei propri tifosi per la Champions matematica e la consapevolezza di aver disputato una stagione da protagonisti.

Un punto a testa, tutti felici. Doveva essere la madre di tutte le partite e si è rivelata poco più di una sgambata dove l'aver conquistato un punto a testa ha permesso ad entrambe le squadre di aver raggiunto i rispettivi obiettivi finali: lo scudetto, il settimo consecutivo, per la Juventus e la Champions League matematica per la Roma.

Non farsi male. Tra giallorossi e bianconeri, dunque, una partita che non ha quasi mai dato spazio alle reali emozioni, tra un tatticismo e l'altro di Allegri e Di Francesco e la mancanza di volontà dei protagonisti in campo di spingersi un po' oltre il semplice compito da portare a termine. Per il dispiacere degli esteti del calcio e dei tifosi accorsi all'Olimpico per l'ultima casalinga.

Primo tempo a ritmi bassi. Eppure, alla vigilia, sembrava proprio che Roma-Juventus potesse promettere tuoni e fulmini. Alla fine non si sono fatte male, provando ogni tanto ad affondare il colpo esaltando le reazioni plastiche dei rispettivi portieri, ma senza affondare mai realmente: 10 tiri in totale nel primo tempo con uno solo finito in porta a dimostrazione di quanto poco si sia costruito.

Roma in 10. E anche nella ripresa il ritmo e la partita non sono cambiati, con un gioco spesso stagnante a centrocampo dove Roma e Juventus si sono spesso annullate. Fino all'espulsione di Nainggolan che ha riacceso la gara nel finale: il belga ha subito il secondo giallo al 25′ della ripresa per una entrataccia su Dybala che ha permesso ai bianconeri di alzare il baricentro, ma senza successo.

C'è festa per tutti. La gara non decolla nemmeno quando Allegri inserisce l'uomo più in forma del momento, Douglas Costa: prevale la volontà di non farsi male ed evitare spiacevoli inconvenienti. Gara che scema di minuto in minuto e che vive delle giocate dei singoli. Va bene così: l'Olimpico applaude la Roma che ri aggiudica con una turno di anticipo l'accesso diretto alla prossima Champions League e assiste alla festa Juve per il tricolore.