Era la prima di Antonio Conte sulla panchina della Nazionale italiana e non ci poteva essere debutto più dolce e soave per l'ex tecnico della Juventus approdato in Azzurro per il dopo Prandelli e la delusione Mondiale. L'Italia vince, diverte e piace contro un'Olanda che paga amaramente una partenza harakiri in cui si fa infilare due volte in una manciata di minuti compromettendo l'amichevole, giocata in inferiorità numerica e quasi subito priva di senso. Gli Azzurri sono stati bravi con verticalizzazioni, giocate di prima e una finalizzazione ritrovata, scacciando lo spettro di Mondiali anonimi e riportando il sorriso e la fiducia in Casa Italia. Era un'amichevole è vero, ma erano 9 anni che non si batteva l'Olanda (seppur ricca di seconde e terze linee) e lo si è fatto con personalità e gioco. Il gol di Immobile è un gioiellino corale, il rigore ottenuto da Zaza (che ha regalato il 16° gol in nazionale di De Rossi) la conseguenza della mentalità offensiva azzurra e le altre occasioni create tra primo e secondo tempo (ancora con Zaza e Immobile e poi con Destro) il segnale che qualcosa è già cambiato. Senza illusioni: contro la Norvegia ci sarà la prova del nove in una gara in cui la vittoria conterà di più, valida per la Qualificazione ai prossimi Europei e in quel frangente Conte dovrà dimostrare che la Primavera azzurra è appena iniziata.

Primo tempo: dominio azzurro con Immobile e De Rossi

Dei reduci del Brasile c'è poca traccia, molte le facce nuove e un assetto rivisto da parte di Conte per il debutto azzurro: lavori in corso, nulla di strano, ma la curiosità c'è e tanta: tutti a guardare i primi effetti del cambio in panchina e del nuovo tecnico. Altro che amichevole. Ed infatti il test contro gli Orange di Hiddink serve soprattutto ad esaltare gli Azzurri che scendono in campo convinti, con la mentalità vincente tanto cara all'ex Juve che da sempre predilige partire fortissimo per intimorire l'avversario di turno e imporre la propria autorità. Così è a bari, campo e ‘casa' amici per Conte che qui ha lasciato un ricordo indelebile e l'affetto resta immutato e ricambiato. L'Italia parte fortisssimo: Immobile e De Rossi fanno subito 2-0, un uno-due (al 5′ e all'8′) nato da azioni ben imbastite in coro, figlie della tecnica dei singoli della tattica e della velocità. Miele alle orecchie e agli occhi di Conte che in panchina esulta, si esalta e si sgola da subito. Tutti sembrano seguirlo e con l'Olanda ridotta in 10 gli Azzurri potrebbero anche dilagare pesantemente con altre occasioni tra i piedi di Immobile e Zaza (il migliore in campo neli primi 45 minuti).

 Secondo tempo: accademia Italia e Conte fa le prove per la Norvegia

Nella ripresa non c'è partita visto il furore agonistico calato da parte degli uomini di Conte e la mancanza di volontà degli Oranje di far qualcosa per cambiare l'inerzia dell'incontro. Ne nasce un secondo tempo più noioso utile solamente per la girandola delle sostituzioni, sei per parte pattuite dalle due federazioni. Così Antonio Conte prova a inserire anche qualche titolare in più in vista del match di qualificazione agli europei contro la Norvegia. Alla spicciolata entrano in campo i vari Candreva e Destro, Verratti, Parolo e Pasqual, Giovinco. Conte non è soddisfatto, si sbraccia e urla come nel primo tempo e a metà ripresa l'Italia si dà l'ultima scossa: Mattia Destro sfiora il tris al 35′