Roberto Mancini vince facilmente mischiando un po' le carte nel suo 4-3-3 anti Finlandia con Piccini in campo dal primo minuto come esterno basso in difesa, Biraghi sul lato opposto e Kean a supporto di Immobile. Ne nasce un'Italia che spinge molto sulle fasce con gli scambi continui di Barella e Bernardeschi che svariano moltissimo orizzontalmente mentre Verratti e Jorginho lavorano in seconda per tenere gli equilibri tra i reparti.

Di certo la scelta di porre Kean sulla trequarti ha premiato il desiderio di Mancini di rendere l'attacco azzurro più dinamico. Il bianconero si è mosso bene tra le linee nel primo tempo dove, anche se ha tirato poco in porta,si è messo a disposizione dei compagni. Grazie anche a Bernardeschi che, con il 10 sulle spalle, si è assunto il dovere di ispirare e proporre. Il primo gol arriva solo su una ribattuta corta su punizione con un tiro sporcato da parte di Barella, ma anche il cagliaritano ha giocato una gara più che soddisfacente.

I flop azzurri

Immobile generoso ma sempre troppo poco incisivo

Chi non ha convinto è stato Ciro Immobile per quasi tutta la partita (assist a Kean per il 2-0 a parte) che nello schieramento voluto da Mancini è apparso "schiacciato" in area di rigore, senza mai avere una palla realmente giocabile, dovendo spesso migrare lontano per prendersi dei palloni e partecipare alla manovra. Ma è mancato il guizzo vincente sotto porta, laddove la Nazionale fatica da sempre. Non a caso Mancini ha di che dire all'attaccante della Lazio dal quale ci si aspetta molto di più.

Verratti e Bernardeschi, nessuna idea e tanta confusione

Insieme alla punta napoletana voto appena sufficiente anche per Marco Verratti che nel centrocampo italiano non ha fatto alcuna differenza. Mancini lo ha inserito come regista aggiunto, davanti a Jorginho che ha svolto il ruolo di playmaker davanti alla difesa. Il centrocampista del Psg non ha mai dato spunti importanti ai compagni e tanto meno ha inventato qualcosa. Un po' come Bernardeschi, generoso ma spesso confusionario al momento del passaggio finale, con il '10' sulle spalle che gli è pesato molto.

I top azzurri

Kean, gol ma non solo

Ottime sensazioni, invece, per i giovani lanciati da Mancini, in primo luogo Moise Kean che al di là del gol ha giocato con personalità malgrado fosse al debutto assoluto in nazionale maggiore. Lo juventino ha svariato sul fronte offensivo, alternandosi con Bernardeschi ma ha girato spesso troppo largo dal suo compagno di reparto principale, Immobile. Nell'unica occasione in cui i due hanno fraseggiato, non a caso, è arrivato il raddoppio azzurro.

Barella, intelligenza e quantità

Nota positiva anche per Nicolò Barella, bravo sia nella fase di interdizione che in quella propositiva senza palla. L'1-0 arriva da una sua conclusione, sporcata da un difensore che inganna il proprio portiere, e il cagliaritano ha il merito di essere al posto giusto nel momento giusto. Poi, tanta quantità fino al 90′, con una partita che ne conferma la crescita definitiva.