É la terza domenica di luglio, tanti italiani sono in vacanza, qualcuno è tornato di corsa a casa dopo il weekend al mare perché c’è la finale dei Mondiali. Dodici anni dopo il trionfo di Spagna ’82 l’Italia ha la chance di tornare sul tetto del mondo, dopo aver mancato il trionfo in casa quattro anni prima. La tensione è palpabile, il pathos è acuito dall’orario. La finalissima con il Brasile è in programma alle 21.30 ora italiana (le 13.30 in California), quando si tirano i rigori è quasi l’una, chi ha seguito quel Mondiale ricorda bene il ritardo estremo di ogni calcio d’inizio. Si spera fino all’ultimo nel lieto fine, ma il pallone calciato da Roberto Baggio, l’uomo che aveva trascinato l’Italia fino alla finale, finisce sulla traversa, il Brasile è campione del mondo per la quarta volta.

Una vittoria, un pareggio e una sconfitta, l’Italia è ripescata

La Nazionale inizia nel modo peggiore, perde 1-0 contro l’Irlanda di Jackie Charlton, decide un gol di Roy Houghton un numero 7 atipico. La partita seguente è già da dentro o fuori, quando Pagliuca si fa espellere, l’Italia resta in 10, esce Roberto Baggio che lasciando il campo dice rivolto a Sacchi: “Ma questo è matto”. Gli azzurri vincono, segna Dino Baggio. Un pari con il Messico permette all’Italia di essere tra le migliori terze.

Maradona e il Brasile

Inizia il Mondiale in modo strepitoso l’Argentina che passeggia con la Grecia, segna pure Maradona che nel match successivo è protagonista contro la Nigeria in quella che sarà la sua ultima partita con la Nazionale. Perché Diego verrà trovato positivo a un controllo antidoping. Il Brasile non strappa applausi, ma vince e senza brillare arriva fino ai quarti, a cui si qualificano anche le sorprese Svezia, Bulgaria e Romania.

Nigeria-Italia 1-2, Roberto Baggio fa la differenza e porta l’Italia ai quarti

Il tabellone che si disegna sembra prevedere una finale tra l’Italia e il Brasile. Gli azzurri sfidano negli ottavi la Nigeria, per la prima volta ai Mondiali. Le ‘Super Eagles’ passano in vantaggio con Amunike, l’Italia non riesce a rispondere, la Nigeria nel finale cerca di mettere i remi in barca, pensando che l’uomo in più potesse aiutare (Zola fu espulso nella ripresa, ingiustamente). Ma all’87’ Mussi elude i difensori avversari mette in mezzo e serve Roberto Baggio che con un tocco meraviglioso pareggia. Sandro Ciotti, diventato voce degli azzurri in radio, dopo il pari esclama: “Santo Dio, era ora”. Nei supplementari il ‘Divin Codino’ segna su rigore.

Spagna e Bulgaria nel segno di Baggio, anche Dino

Nei quarti l’Italia trova la Spagna, una squadra arrembante composta da giocatori del Real e del Barça, in panchina c’è il basco Clemente che prova a incartare Sacchi. Roberto e Dino Baggio regalano un successo godurioso agli italiani che festeggiano e sognano in grande. In semifinale l’Italia è super favorita contro la Bulgaria, al miglior piazzamento della storia, trascinata da Stoichkov. Roberto Baggio è ispiratissimo, realizza un’altra doppietta, finisce ancora 2-1. L’Italia di Arrigo Sacchi, al netto delle tante polemiche, è in finale contro il Brasile, che nell’altra semifinale ha eliminato la Svezia (1-0).

La finale di Pasadena

Franco Baresi che si era operato al menisco nel corso del Mondiale rientra a tempo di record e guida l’Italia il 17 luglio del 1994. Al fianco del capitano non c’è il compagno di mille battaglie Costacurta, squalificato. Il Brasile fa paura perché in avanti schiera Romario e Bebeto. Lo spettacolo è nullo. Emozioni zero nel primo tempo, un brivido nella ripresa quando un pallone sfugge dalle mani di Pagliuca e finisce sul palo. Roberto Baggio che aveva avuto un problema muscolare risente anche del caldo e non incide, in avanti con lui c’è Massaro, e non Beppe Signori, capocannoniere principe degli ultimi campionati. Dopo i regolamentari e al termine dei supplementari il punteggio è sempre 0-0.

Baggio si dispera, Taffarel festeggia.
in foto: Baggio si dispera, Taffarel festeggia.

Per la prima volta una finale dei Mondiali si decide ai rigori. L’Italia calcia prima e inizia male. Capitan Baresi manda il pallone sopra la traversa, Pagliuca neutralizza la conclusione di Marcio Santos, Albertini segna, Romario pure, Evani tiene l’Italia avanti, l’implacabile Branco non sbaglia, Taffarel respinge il tiro di Massaro, Dunga trasforma, c’è il 3-2 che sarà definitivo. Baggio sistema il pallone e calcia alle stelle. Bruno Pizzul con mestizia dice: “Il Campionato del mondo è finito, lo vince il Brasile ai calci di rigore, gli azzurri non meritavano di perdere così”. Il trionfo non c’è stato, ma le emozioni restano ancora vive nella memoria a distanza di venticinque anni.