Non ha mai segnato tanti gol eppure quello di questa sera ha un peso specifico enorme: Cristiano Biraghi contro la Polonia nello spareggio di Nations League ha forse realizzato al momento la rete più importante della sua carriera rilanciando le speranze azzurre nel girone in cui ci si giocherà il primo posto (a San Siro) contro il Portogallo a metà novembre.

La bella Italia. Una rete che incorona una Nazionale bella e convincente dove tutti hanno svolto al meglio il proprio ruolo richiesto da un Roberto Mancini che sta prendendo il polso ai giocatori, dimostrando di poter fare qualcosa di positivo dopo mesi di buio. Un cammino lungo e faticoso ma che sembra essere nella direzione giusta con un successo scaccia polemiche e che mette in secondo piano anche il problema principale: la difficoltà a fare gol.

La paura del gol. Non è un caso se quest'Italia si presenta in Polonia senza punte di ruolo (Insigne – Bernardeschi – Chiesa) e che a segno al 92′ ci va un difensore, in spaccata sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Quasi per caso, si potrebbe dire se non si ricordano però le due clamorose traverse colpite e almeno altre 4 palle gol nitide sprecate.

Astori è parte di me come è parte di tutti i giocatori della Fiorentina e della Nazionale che hanno giocato con lui. La sua vicenda ci ha toccato nel profondo

Il destino è viola. Poco conta: nella notte più importante, il destino ha sorriso a Biraghi, giocatore della Fiorentina che al momento della gioia massima  non si dimentica di alzare le mani al cielo segnando con le dita il numero 13, il numero di Davide Astori, il capitano della Fiorentina scomparso per uno scompenso cardiaco. In una commovente esultanza che ha colpito tutti e che il giocatore della viola ha voluto ribadire nel dopo partita, ricordando il suo capitano.

La dedica a capitan Astori. Il tutto proprio quando si ricordano i sette mesi dalla tragedia e il nome di Davide Astori è tornato forte a battere nei cuori dei giocatori, compagni amici e avversari: "Dedico il gol ad Astori perché è grazie ai suoi insegnamenti se sono qui. Come è nato il gol? Di testa non sono forte, quindi sono andato sul secondo palo e ho sperato che arrivasse la palla. È stato bravo Lasagna a farmela arrivare"