Spalletti ha detto la sua ai microfoni del dopo partita contro la Lazio. Icardi non ha commentato, lasciando spazio alla moglie-procuratrice Wanda Nara davanti alle telecamere tv di Mediaset in ‘Tiki Taka‘. L'Inter non è andata oltre, in queste ore di incertezza su ciò che avverrà. Ma la sensazione è che Mauro Icardi verrà convocato per la sfida di mercoledì sera e, forse, giocherà anche. Tutto sta nelle scelte del tecnico, ma non solo: c'è lo spogliatoio con le sue dinamiche interne a dover essere tutelato perché ciò che si vuole evitare è una ‘rivolta' interna che farebbe il male della squadra.

Queste ore saranno decisive. Icardi potrebbe essere convocato stando alle dichiarazioni del tecnico di domenica sera, anche perché altri ‘strappi' non ci sono stati malgrado le parole di ‘rottura' nei confronti dell'attaccante argentino. Anche perché la stessa Wanda, in diretta tv, non ha rilasciato dichiarazioni particolari se non un "Mauro è pronto e a disposizione dell'Inter". Dunque, il "se continua così verrà convocato" di Spalletti potrebbe avere un seguito immediato.

Più Icardi che l'Inter, la rabbia di Spalletti

Il ‘mistero' se di ciò si tratta, verrà svelato domani in conferenza stampa dove il ‘caso' Icardi prenderà ancora il sopravvento su tutto il resto. Ed è questo che Spalletti maggiormente non accetta, il ‘circo mediatico' su una notizia che sta catalizzando l'attenzione pubblica da 40 giorni e che sta ‘svuotando' psicologicamente l'ambiente. Un effetto ‘boomerang' preoccupante per un tecnico che di vicende simili ne ha già vissute in passato (a Roma, col ‘caso' Totti).

Contro il Genoa in campo: in attesa del gol

C'è da pensare a ripartire, a tornare a vincere, a distaccarsi dal gruppetto inseguitore formato da Milan, Lazio e Roma che sono sempre in agguato per un posto al sole della Champions League. A Genova contro i rossoblù Icardi potrebbe scendere in campo per il bene di tutti: uno spezzone di gara o qualcosa di più visto che già per la Lazio poteva "giocare un tempo" e avrà altri giorni di allenamento nelle gambe. Ma poco conta: dovesse giocare, e segnare, tutto rientrerebbe nella normalità.