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Inter, Moratti tace su Benitez: intanto si lavora dietro le quinte

Come prima della finale Mondiale, anche oggi Moratti ripete lo stesso concetto su Benitez: “Non parlo, non voglio creare polemiche”. Ma intanto, Branca sta lavorando al sostituto.
A cura di Alessio Pediglieri
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Materazzi Muntari Moratti

"State tranquilli. Oggi non parlo, non voglio creare polemiche con nessuno": queste sono state le uniche parole del presidente dell'Inter Massimo Moratti rivolte ai giornalisti all'ingresso negli uffici della Saras quest'oggi, a due giorni dalla vittoria al Mondiale per Club 2010 dove i nerazzurri si sono laureati per la terza volta campioni del mondo.

Non vuole parlare, Moratti ma sta già lavorando dietro le quinte per capire cosa bisognerà fare. Le scelte sono pochissime: o dare a Benitez ciò che vuole – e si merita, per alcuni – o dargli il benservito e trovare un sostituto. E questo è il vero problema.

Benitez non ha mai legato con Branca e il resto dello staff nerazzurro; aveva avuto delle garanzie ma non sono arrivate e l'unica mossa che gli è stata consentita è stata quella di portarsi Amedeo Carboni con sè. Per il resto, niente mercato, niente acquisti, niente copertura ‘mediatica'. Oggi, da vincitore mondiale, il tecnico si è sfogato, dopo mesi in cui ha predicato – da solo – di ricordarsi delle sua professionalità, dei 25 anni di lavoro sulle spalle, dei problemi contingenti con infortuni e colpi sfortunati. Troppo da sostenere nel momento in cui, malgrado tutto, ha comunque ottenuto l'obiettivo che tutti volevano.

Ora, la scelta è semplice: dare potere a Benitez o toglierglielo completamente. Moratti lo sa e non ci sono mezze misure. Tempo fa aveva detto: "Ho usato la saggezza, dieci anni fa l'avrei già esonerato". Prima del Mondiale aveva ripetuto: "Non voglio destabilizzare l'ambiente, prim c'è una finale da vincere". E giù pagine d'inchiostro sui sostituti, uno a settimana come confermerà lo stesso tecnico nelle interviste del dopo-finale.

Oggi i nomi sono sempre gli stessi: Leonardo, Zenga, Capello (che ha già rifiutato), Spalletti, Simeone. Alcuni traghettatori, altri condottieri di lungo raggio. Ma al momento, è Benitez il tecnico dell'Inter della ‘manita' di trofei, la cinquina del 2010. E Benitez ha già fatto capire che da oggi, tutto ciò che accadrà verrà fatto secondo le sue regole: che vada o che resti.

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