Inter, Gabigol pagato 30 milioni per giocare solo 16 minuti

Dopo le polemiche arrivate dalla Spagna, dove il Barcellona ha cercato di impugnare il trasferimento del giocatore protestando per una presunta azione d'acquisto, la cessione di Gabriel Barbosa Almeida continua a generare discussioni e iniziative imbarazzanti. Il giocatore, che non è ancora riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nella squadra interista, è arrivato in Italia grazie alla trattativa gestita dagli uomini di Suning con i tre proprietari del suo cartellino (il club brasiliano, la famiglia dell'attaccante e il fondo Doyen): trattativa che, nelle ultime ore, ha coinvolto anche la "Sport 10", azienda che gestisce l’immagine di Pelè e che vantava un contenzioso economico proprio con il Santos. Con i quasi trenta milioni incassati dalla cessione di Gabigol, il Santos ha infatti dovuto pagare alcuni debiti arretrati: parte di questi anche alla società vicina all'indimenticato "O'Rey".
Il pignoramento di Pelè
Il club paulista, infatti, ha dovuto versare 3,45 milioni di real brasiliani all’azienda che gestisce l’immagine di Pelè, dopo che la stessa aveva addirittura ottenuto il pignoramento del campo di allenamento del Santos e parte del denaro (2,8 milioni di real brasiliani, più di 800 mila euro) derivante dalla cessione di Gabigol all’Inter. Una situazione imbarazzante per la società di San Paolo che, dopo aver sanato il debito che risaliva al 2013, è riuscita a sbloccare tale pignoramento e a far cadere tutte le pendenze giudiziarie. Il tutto in attesa che Gabigol possa esplodere anche nel campionato italiano. Fino ad ora il brasiliano è sceso in campo solo per 16 minuti in occasione della gara contro il Bologna. Nella testa dello staff tecnico interista, c'è la volontà di non bruciare il ragazzo e di farlo inserire gradualmente nella formazione di Frank de Boer. Anche contro l'Atalanta, il brasiliano partirà dalla panchina ed il suo eventuale impiego sarà vincolato all'andamento del match.