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Inter e Milan in guerra contro il Comune: San Siro non si tocca

San Siro sarebbe al centro di un progetto territoriale che non piace nè al Milan nè all’Inter che si vedrebbero imbavagliate nel creare nuovi servizi ai tifosi.
A cura di Alessio Pediglieri
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San Siro

E' guerra aperta tra le due società meneghine e il Comune di Milano per la gestione dello Stadio di San Siro che, passasse l'attuale progetto governativo del territorio, metterebbe un ulteriore bavaglio nella gestione dell'impianto.

In sette pagine di rimostranze sia l'Inter di Massimo Moratti che il Milan di Silvio Berlusconi non ci stanno a vedere una zona attorno allo stadio in cui le due società, che già pagano un altissimo canone d'affitto, non potrebbero operare nel miglioramento dei servizi da offrire ai cittadini.

Anzi, l'attuale progetto vedrebbe dei lavori attorno al Meazza, sgraditi e pericolosi. Testualmente, nella memoria redatta dai due club si legge che "la realizzazione delle infrastrutture viarie, così come oggi tracciate, renderebbe impossibile la gestione dello stadio in sicurezza, mettendo a rischio la sua agibilità".

E ancora, le due squadre vogliono che sia "garantita la possibilità di effettuare gli interventi necessari per sviluppare le potenzialità e preservare il valore e la redditività del Meazza". Chiedono che l’edificio e le aree connesse siano considerate un tutt’uno e "la possibilità su tutta l’area di intervenire secondo le procedure attuali, senza la prescrizione di una previa delibera motivata di consiglio comunale".

Se il Pgt  – il progetto sul territorio da parte del governo – passasse così com’è, è la considerazione, "i diritti e le facoltà derivanti dalla convenzione e dalla normativa vigente in materia di impianti sportivi non potrebbero essere liberamente esercitati all’interno dello stadio" e "sarebbero assolutamente esclusi sull’area circostante".

La battaglia è ancora tutta da giocare.

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