Luka Modric e nulla più. Il calciomercato dell'Inter può considerarsi virtualmente chiuso a 48 pre dalla scadenza della sessione estiva delle trattative (venerdì 17 agosto, ore 20): se il Real Madrid persisterà – come ribadito anche in occasione della Supercoppa europea contro l'Atletico – nella reticenza a lasciar partire il croato allora non ci saranno altri movimenti in entrata dei nerazzurri. Non si tornerà indietro sulla decisione di abbandonare Rafinha né si farà uno sforzo per Paredes dello Zenit. Niente. L'arrivo di Keita Baldé Diao dal Monaco mette la parola fine alla campagna acquisti che ha portato alla corte di Luciano Spalletti 8 calciatori (De Vrij e Asamoah a parametro zero perché in scadenza di contratto, Lautaro Martinez, Nainggolan, Politano, Vrsaljko, Salcedo e l'ex Monaco).

Due cessioni in programma. Qualche movimento ulteriore ci sarà ma avverrà solo alla voce ‘cessioni' per le quali c'è un lasso di tempo superiore (fino al 31 agosto in caso di trasferimento all'estero). Due i giocatori che quasi sicuramente non indosseranno la maglia nerazzurra nella prossima stagione: il primo è Joao Mario che, messo alle strette dopo aver rifiutato altre destinazioni (in esubero, resterebbe fuori rosa), nelle ultime ore sembra essersi convinto ad accettare il passaggio al Betis Siviglia (con ogni probabilità con la formula del prestito); il secondo è Karamoh che con l'arrivo di Keita e la presenza ancora di Candreva in rosa è divenuto un surplus (ipotesi prestito anche per lui).

Tramonta il sogno Modric. Ci ha pensato Emilio Butragueño, direttore delle relazioni istituzionali del Real Madrid, a chiarire – semmai ce ne fosse stato ancora bisogno – la posizione dei blancos sulla vicenda contrattuale del croato. Modric ha espresso la volontà di abbandonare la casa blanca, accettando l'offerta da 10 milioni a stagione per 4 anni dell'Inter, il presidente Florentino Perez ha detto no. No anche alla proposta di prestito oneroso con diritto di riscatto formulata dal club milanese. No, secco ribadito per l'ennesima volta al calciatore anche in queste ore: impensabile che, dopo aver perso Cristiano Ronaldo e Zinedine Zidane, il massimo dirigente si lasciasse sfuggire anche il miglior calciatore del Mondiale di Russia 2018.