Inter, attenta all’Hapoel della presidentessa ultrà che telefona ai tifosi
Nella fase a gironi dell’Europa League, l’Inter incrocerà sul suo cammino gli israeliani dell’Hapoel Beer Sheva. La squadra campione in carica d’Israele è reduce dall’eliminazione nei preliminari di Champions per mano del Celtic. Impresa sfiorata dagli israeliani che dopo aver eliminato l’Olympiakos nel precedente turno di playoff hanno perso 5-2 fuori casa con gli scozzesi, imponendosi poi davanti al proprio pubblico 2-0. Una formazione da prendere comunque con le pinze da parte dei nerazzurri, sulla carta nettamente favoriti. Gli uomini di De Boer dovranno fare i conti in particolare con il grande entusiasmo di una squadra che vuole stupire anche in Europa dopo il trionfo in patria nella scorsa stagione. Entusiasmo trasferito alla perfezione dalla presidentessa Alona Barkat a tutto l’ambiente. E’ lei infatti l’anima dell’Hapoel, dopo averne preso le redini nel 2007, in Seconda Serie e trascinato a suon di risultati sul tetto d’Israele.

Un legame viscerale quello tra la numero uno e tutto l’ambiente, come svelato in una lunga intervista alla Bild. Alona ha raccontato l’iniziale scetticismo della piazza: “Non percepisco più lo sciovinismo che c'era prima . Ci è voluto un po’, come sempre quando le donne assumono un ruolo di potere. Anche una direttrice di banca inizialmente viene guardata in modo strano, lo stesso vale per una cancelliera. Ma alla fine vengono tutti valutati in base al successo”. Alla fine però la Barkat è riuscita a conquistare tutti con una crescita quasi simbiotica per lei e per il club: “Partimmo da zero: costruimmo subito il settore giovanile. Quando cominciai in molti non mi prendevano in considerazione. Più di un procuratore ha pensato di potersi prendere gioco di me. Il processo di apprendimento è stato lungo Oggi in quanto proprietaria del club sono impegnata in ogni decisione. Lascio fare ai professionisti il loro lavoro, ma poi la decisione, l'ultima parola, spetta sempre a me. Pure sui trasferimenti”.
La presidentessa poi ama vestire i panni dell’ultrà soprattutto quando l’Hapoel gioca fuori casa quando assiste regolamento alla partita con i suoi tifosi. Ma non è l’unica iniziativa di Alona: “Vedere la partita in trasferta con i miei tifosi? “L'ho sempre fatto. Voglio sapere cosa pensano i tifosi. Molti di loro hanno il mio numero, mi chiamano se hanno idee o critiche da fare”.