Contava solo vincere per l'Inter di Luciano Spalletti. Già nel mirino della critica per l'avvio deludente di campionato, la squadra nerazzurra è riuscita a centrare l'obiettivo in una partita "scorbutica" e grazie ad un largo risultato maturato nel secondo tempo, dopo una prima parte di gara giocata solo a tratti in maniera convincente. Di fronte al commissario tecnico Roberto Mancini e al suo braccio destro Lele Oriali (entrambi vecchi protagonisti proprio a Milano), Nainggolan, Candreva e Perisic hanno dunque regalato a Spalletti la prima vittoria in campionato e allontanato le critiche. Il Bologna torna invece a casa a testa bassa. La squadra di Pippo Inzaghi si è limitata quasi esclusivamente a difendere e alla fine è stata punita (anche troppo) dall'evidente qualità degli avversari.

L'Inter sbatte sul muro rossoblu

La sconfitta a Reggio Emilia e il pari interno con il Torino, obbligano l'Inter ad un pronto risveglio al Dall'Ara. I padroni di casa non stanno meglio e sono alla ricerca di una vittoria contro i milanesi che da queste parti manca dal febbraio 2002. Filippo Inzaghi conferma dieci undicesimi della squadra di Frosinone, con la novità De Maio al posto di Gonzalez. Spalletti deve invece fare a meno di Icardi: in tribuna per un risentimento muscolare. In campo Nainggolan e Keita Balde, con Lautaro Martinez in panchina.

Il 4-2-3-1 nerazzurro scatta bene al semaforo verde e sorprende i rossoblu: blindati a doppia mandata davanti a Skorupski, grazie ad un 3-5-2 che in fase di non possesso palla diventa un modulo con difesa a 5 uomini. L'Inter ci prova con Gagliardini e Politano (conclusioni alle stelle), prima di ringraziare Handanovic sul colpo di testa a colpo sicuro di Helander. Il primo tempo evapora su queste tre uniche occasioni e su una mezza chance per Keita: che buca il contatto con il pallone in area felsinea. Al riposo è 0 a 0, tra poche emozioni e qualche sbadiglio.

Il sigillo del Ninja

La ripresa presenta lo stesso copione dei primi quarantacinque minuti: l'Inter preme con rabbia, il Bologna difende con il coltello tra i denti e si affida al caro e vecchio contropiede. Il match rimane poco spettacolare fino all'ora di gioco e ci vuole il gol di Radja Nainggolan per ravvivarlo. Il belga, tra i migliori nell'undici di Spalletti, spezza infatti l'equilibrio al minuto numero 66 con un gran gol di destro e festeggia con un inchino rivolto alla sua tifoseria.

Colpito a freddo, Inzaghi sprona i suoi fin qui troppo passivi e vivaci solo in un paio di sporadici "mordi e fuggi". L'occasione per il pari è di Santander (colpo di testa fuori di un nulla), mentre quella del raddoppio interista è di Keita Balde: che spara alto sopra la traversa da buona posizione. Le sostituzioni decise da Inzaghi e Spalletti nell'ultimo quarto d'ora, cambiano il volto della gara e permettono ai milanesi di chiudere il discorso prima con Candreva e poi con Perisic. Cominciato con la brutta notizia dell'infortunio di Icardi, il pomeriggio di Bologna si chiude dunque con una festa per i tifosi nerazzurri.