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Insigne vuole allenarsi, il custode chiama il sindaco e Lorenzo se ne va

Il calciatore infastidito dallo zelo dell’addetto all’impianto. Il sindaco: “Un campione deve anche rendersi conto che esistono regole da rispettare, specie quando si gestiscono impianti che appartengono alla collettività”.
A cura di Maurizio De Santis
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lorenzo insigne dopo la rete

E' successo questa mattina, tutto nel giro di un'oretta, tra un permesso negato dal custode del campo e le telefonate al sindaco di Frattamaggiore. Lorenzo Insigne, attaccante del Napoli, voleva allenarsi nello stadio della sua città: ma  l'addetto all'impianto municipale ha chiamato il primo cittadino, per chiedere se il giocatore fosse autorizzato. Insigne, forse infastidito dalla situazione, dopo una lunga conversazione col sindaco – ha preferito andar via. E' lo stesso sindaco, Francesco Russo, a fornire la versione dei fatti, raccontando anche un precedente che ha visto protagonista sempre il calciatore azzurro.

L'estate scorsa, quando Lorenzo era ancora al Pescara, lo autorizzai a usare per un mese lo stadio per i suoi allenamenti. Ovviamente gratis, mentre i cittadini che chiedono l'accesso devono pagare una quota. Stamane il custode non ha fatto altro che il suo dovere: occorre sorvegliare gli accessi all'impianto, nuovissimo e tra i migliori d'Italia, e quindi, quando si è presentato Insigne, gli ha chiesto se fosse autorizzato. In mancanza del permesso, mi ha chiamato al telefono e ci ha messi in comunicazione.

Le regole sono uguali per tutti.

A Lorenzo – conclude Russo – ho ripetuto che non c'erano problemi nel fargli usare l'impianto, come in passato, e che l'avrei anche autorizzato verbalmente. Ma mi è parso infastidito, risentito, ed ha preferito andare via. Mi spiace per la sua reazione, se è così suscettibile gli chiedo scusa. Ma un campione deve anche rendersi conto che esistono regole da rispettare, specie quando si gestiscono impianti che appartengono alla collettività.

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