La capolista Napoli guarda tutti dall'alto e si gode il meritato primo posto in classifica. Le sette vittorie consecutive della formazione di Maurizio Sarri, hanno infatti riacceso l'entusiasmo tra i tifosi partenopei e tra gli stessi giocatori azzurri. Tra i più felici c'è Lorenzo Insigne, che della formazione campana è il simbolo e l'uomo copertina. L'attaccante 26enne di Frattamaggiore, nonostante le delusioni con la nazionale italiana, ha rilasciato una lunga intervista al sito della Uefa nella quale ha rivelato un curioso aneddoto relativo ai suoi primi esordi da calciatore: "Tutti dicevano che ero bravino, ma troppo basso – ha raccontato il giocatore partenopeo – E io, ad un certo punto, volevo smettere perché pensavo fosse inutile continuare. Poi arrivò il Napoli e quel provino che andò bene".

Il peso della maglia azzurra.

La società campana e il pubblico di Napoli, sono stati dunque un toccasana per l'esplosione di "Lorenzo il Magnifico" che ha anche evidenziato come non sia così facile vestire la maglia azzurra: "Qualsiasi giocatore che indossa la maglia della squadra della propria città può avere qualche problemino – ha continuato – E le aspettative dei tifosi nei miei confronti, essendo napoletano, possono starci. Ricordo che ero piccolo quando il nostro pubblico riempiva lo stadio per una partita di Serie C. Questo non capita mai".

Le gioie europee di Insigne.

Atteso dalla sfida con il Manchester City, Insigne ha poi parlato delle sue gioie in Europa: "Il gol al "Bernabeu"? Indimenticabile. Non è una cosa che capita tutti i giorni, a maggior ragione ad un napoletano come me che indossa la maglia azzurra. Sono sogni che ognuno di noi conserva sin da bambino, spero che altri possano vivere le stesse emozioni. La sfida con Guardiola? Giocheremo senza paura. Hanno grandi campioni, ma giocando da squadra possiamo metterli in difficoltà".