Una vita al Barcellona prima di trasferirsi in Giappone, per una nuova suggestiva esperienza professionale. Andres Iniesta ha scritto pagine indelebili di storia del calcio, grazie ad una carriera ricca di successi. Il classe 1984 si è raccontato in una lunga intervista per la tv spagnola, rivelando numerosi retroscena particolari, compresi quelli relativi alla battaglia con la depressione. Una sfida vinta, ma con grandi difficoltà da Don Andres che ha parlato anche delle sue (sorprendenti) simpatie calcistiche da giovanissimo, e anche di José Mourinho.

Quando Iniesta è stato vicino al Real Madrid

Intervenuto nelle vesti di ospite nel corso del programma televisivo Salvados, Andres Iniesta ex bandiera del Barcellona e della nazionale spagnola, e attuale stella dei giapponesi del Vissel Kobe, ha parlato della sua infanzia. Per un breve periodo il centrocampista ha simpatizzato per gli acerrimi rivali del Real Madrid: "Quando ero piccolo ero dell’Albacete e del Barça. Però un giorno il Barça ci fece sette gol e mi è successa una cosa strana: sono andato in confusione e per un periodo mi sono avvicinato al Real Madrid".

Con Mourinho clima di odio tra Barcellona e Real

Alla fine però Iniesta è diventato uno dei giocatori più forti del Barcellona, vera e propria colonna blaugrana. Rivalità accesissima proprio con il Real Madrid, che è diventata a suo dire ancor più incandescente dopo l'arrivo di Mourinho sulla panchina delle merengues: "Mourinho è stato il componente chiave delle pessime relazioni di quel periodo tra Barça e Madrid e chi non lo vuole vedere è al limite del radicalismo. Quella situazione ha creato tantissimi danni alla nazionale, ai miei colleghi. Era assurdo. Non vedevo la rivalità di sempre, ma c’era odio. Era insopportabile".

Iniesta e la battaglia con la depressione

Non tutte rose e fiori per la carriera di Iniesta. Il calciatore infatti dopo il triplete con il Barça e sulla strada che portava al Mondiale poi vinto con la Spagna ha dovuto affrontare la depressione. Una vera e propria battaglia per Don Andres che ha parlato così di quelli che un tempo erano i suoi "fantasmi": "In una situazione del genere non provi niente, non riesci a sentire le cose. Non vedevo l’ora che arrivasse la notte per prendere una pasticca e riposarmi. La depressione è terribile, quando ce l’hai non sei te stesso. E quando sei così vulnerabile è complicato controllare la tua vita".

Il retroscena sull'addio alla Spagna e al Barcellona

In conclusione una battuta sull'addio alla nazionale, e sul retroscena dei rapporti con l'ormai ex ct Hierro: "Quando Lopetegui ha lasciato la nazionale, sportivamente non è stata una cosa positiva, non poteva esserlo in alcun modo. E quello che inizia male, finisce peggio. Prima dell’ultima partita Hierro mi ha parlato e mi ha detto che non avrei giocato. Una decisione che ho rispettato ma non ho capito. Ero arrabbiatissimo". Ecco allora che il classe 1984 ha deciso di cambiare aria anche a livello di club lasciando il suo Barcellona: "Avrei anche potuto giocare tutta la mia vita in blaugrana, ma non ero in condizione di dare il 100% alla squadra".