A mezzora dalla fine del match la Juventus esaurisce i cambi. Dopo Douglas Costa (7°, entra Bernardeschi) e Miralem Pjanic (43°, in campo Bentancur) è Danilo il terzo calciatore costretto ad alzare bandiera bianca (61°, subentra Cuadrado). Questa volta non per infortunio ma per crampi, spia di un affaticamento pericoloso alla luce degli impegni in calendario: un problema muscolare alla coscia sinistra di lieve entità rispetto a quello lamentato dall'esterno d'attacco e dal centrocampista, che va ad aggiungersi alla preoccupazione che accompagnerà le prossime ore in previsione della sfida di Champions League contro l'Atletico Madrid.

Danilo va ko, cambi esauriti a mezzora dalla fine del match

Quando l'ex Manchester City si accascia a terra, lungo la linea del fallo laterale, Maurizio Sarri fa una smorfia e impreca contro la malasorte poi si volta verso il collaboratore e chiede che Cuadrado si scaldi in fretta. Tocca al colombiano prendere il posto del difensore mentre a Bonucci il tecnico chiede di tenere più alta la linea difensiva. Una situazione grottesca per i bianconeri che pochi minuti prima dello stesso Danilo avevano rischiato di perdere anche Khedira (botta alla caviglia) e addirittura Matthijs de Ligt (anche lui per crampi). Il problema muscolare che ha bloccato il difensore ha cambiato anche i piani del tecnico che aveva allertato Emre Can e Dybala.

La storia degli infortuni di Danilo prelevato dal Manchester City

Danilo è arrivato alla Juventus nella scorsa sessione estiva delle trattative. Prelevato dal Manchester City nell'operazione che ha portato Joao Cancelo in Inghilterra, il difensore brasiliano s'è subito segnalato in bianconero per il gol lampo realizzato al debutto contro il Napoli. Subentrato a De Sciglio è lui a finalizzare in rete un bel contropiede contro i partenopei. Quanto alla storia degli infortuni, il punto debole dell'ex Real Madrid – almeno nella sua esperienza in Premier – è stata la caviglia: prima il ko nel precampionato scorso (72 giorni di stop, 6 gare saltate tra luglio e settembre 2018) poi altri tredici giorni di cure e terapie sempre per lo stesso infortunio (3 match saltati a ottobre 2018).