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Incidenti Italia-Serbia, Ignazio La Russa: la polizia serba non ha collaborato

Il Ministro della Difesa, La Russa loda l’atteggiamento e il comportamento della Polizia italiana, individuando le colpe dell’accaduto nella scarsa collaborazione di quella serba.
A cura di Marco Beltrami
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Una serata tristissima per lo sport, un incubo che ha scatenato l'indignazione di tifosi, spettatori, addetti ai lavori, e anche delle Istituzioni, di certo scosse e preoccupate dagli eventuali sviluppi che avrebbero potuto prendere gli incidenti di Italia-Serbia.

La "lieta" notizia a quanto pare arriva solo, dalle forze dell'ordine italiane, capaci secondo quanto espresso dal Ministro della Difesa Ignazio La Russa, di "controllare" (nonostante qualche "fisiologico" e sparuto episodio dovuto alle intemperanze dei serbi) la situazione che per fortuna non ha avuto delle conseguenze ancor più gravi. "Si dice sempre "the show must go on", lo spettacolo deve andare avanti. Stavolta no, stavolta lo spettacolo non doveva andare avanti. In certi casi bisogna prendere delle decisioni che valgano come insegnamento. Le nostre forze di polizia si sono comportate bene per non mettere a repentaglio l’ordine pubblico. Da noi normalmente è diverso, perché la nostra polizia conosce uno per uno le situazioni, i violenti, i rischi. All’interno dei nostri stadi nelle partite di campionato ormai non succede più nulla, le nostre forze dell’ordine hanno un’esatta fotografia di quanto può succedere".

Quindi quali sarebbero le cause dell'arrivo comunque di questi facinorosi protagonisti degli scontri verificatisi in Italia-Serbia? Il Ministro non ha dubbi: "Cosa non ha funzionato? Posso immaginare che non ci sia stata tutta la collaborazione della polizia serba per favorire il lavoro di prevenzione".

Marco Beltrami

 

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